Il Tirreno

Mattarella all'Elba, palazzetto gremito e l'emozione dei mille alunni - Video

Il Presidente Sergio Mattarella durante il discorso agli studenti all'Isola d'Elba
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Il Presidente Sergio Mattarella durante il discorso agli studenti all'Isola d'Elba

Il discorso del Presidente della Repubblica tra bullismo e sicurezza degli edifici scolastici. Per il maltempo cambio di programma nella cerimonia. La storica visita sull'isola in diretta su Rai 1

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PORTOFERRAIO. Palazzetto "Cecchini" gremito per la visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, all'Elba per l'inaugurazione dell'anno scolastico. La cerimonia ha avuto un cambio di programma, visto avrebbe dovuto tenersi nel cortile della scuola Itcg Cerboni, dove era stato allestito un enorme palco: per il maltempo è stata spostata all'interno del palazzetto dello sport, dove circa un migliaio di alunni, poco le 16,30, hanno saluto l'arrivo del Capo dello Stato. Dal palazzetto la diretta televisiva di Rai 1.

Mattarella è stato accolto dall'ovazione di oltre mille studenti e dei loro docenti, provenienti da 122 scuole di tutta Italia. Il presidente è entrato accompagnato dal ministro dell'Istruzione Marco Bussetti.

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IL RICORDO DI GENOVA

Un lungo applauso dedicato ai bambini morti nel crollo del Ponte di Genova, chiesto dal presentatore Flavio Insinna, è stato tributato dagli oltre mille studenti al Palasport di Portoferraio. All'evento con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella  presente anche una delegazione di studenti di scuole della zona rossa di Genova.

«Ho appena incontrato i compagni di scuola dei ragazzi morti nel crollo del ponte di Genova - ha detto il Presidente Mattarella -. I banchi vuoti dei loro amici sono il simbolo più doloroso di quella tragedia inaccettabile. Rivolgo un saluto affettuoso agli studenti dei centri colpiti dal terremoto e impegnati nella ricostruzione con passione e speranza - ha detto ancora Mattarella -. Siamo e saremo, sempre, accanto a loro».

«Ricordo con affetto e commozione le giovani vittime del crollo del Ponte Morandi che non potranno frequentare questo anno scolastico. A loro, ai loro genitori, alle loro comunità scolastiche, a tutta Genova, va il mio pensiero e la mia vicinanza» ha detto il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti nel suo discorso.

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MATTARELLA - BULLISMO: «ANCHE I GENITORI BULLI SONO DISTRUTTIVI»

«Non possiamo ignorare che qualcosa si è inceppato, che qualche tessuto è stato lacerato nella società. Alcuni gravi episodi di violenza - genitori che hanno aggredito gli insegnanti dei propri figli - rappresentano un segnale d'allarme che non va sottovalutato. Il genitore-bullo non è meno distruttivo dello studente-bullo, il cui rifiuto cresce sempre di più nell'animo degli studenti, a scuola e nel web»

Mattarella ha ricordato, poi, il 14enne Igor Maj. «Gli strumenti digitali possono amplificare violenze e soprusi, anche in modo drammatico. Ma possono anche aiutarci a combatterli. Le connessioni digitali sono grandi finestre aperte sul mondo, e sul nostro tempo. Ma esiste anche un lato oscuro della rete. Non è accettabile che un ragazzo di quattordici anni muoia in conseguenza di un'emulazione in un gioco perverso in chat. Sono vicino al profondo dolore della famiglia del giovane Igor Maj per questa morte assurda e crudele».

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MATTARELLA - SICUREZZA DEGLI EDIFICI SCOLASTICI

«La sicurezza della scuola - lo ripete spesso il ministro Bussetti - presuppone anche la sicurezza dei suoi edifici. È un tema di primaria import

anza, che impone fermezza e responsabilità a tutte le autorità pubbliche. Le famiglie hanno diritto alla sicurezza e alla tranquillità dei ragazzi. Il ministro intende avvalersi del supporto di tecnologia satellitare per realizzare gli interventi di manutenzione, di monitoraggio e di messa in sicurezza: desidero incoraggiarlo - ha aggiunto -. Occorre far presto perché questo non è tema che possa scivolare tra le varie ed eventuali dell'agenda nazionale. La sicurezza a scuola è un bene indisponibile. A partire, ovviamente, dalla tutela della salute dei bambini e dei ragazzi. Che va assicurata anche attraverso la certezza e la stabilità delle regole».

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MATTARELLA - I COMPLIMENTI ALLA MEDAGLIA FIELDS DI FIGALLI

«La scuola italiana - si dice spesso - ha i suoi problemi. È vero, ma ha anche grandi qualità, e insegnanti valorosi che dedicano impegno e non risparmiano sacrifici anche quando le condizioni non sono quelle desiderate. Una prova di questa qualità sono gli italiani che si fanno strada con successo nelle università di tutto il mondo, che sono parte di prestigiosi gruppi di ricerca, che conseguono premi e riconoscimenti di valore mondiale - ha aggiunto Mattarella -. Il più recente è la medaglia Fields assegnata ad Alessio Figalli, giovane docente di matematica a Zurigo. Ne siamo orgogliosi. Il premio è anzitutto un attestato di merito per i suoi studi. Ma è anche un premio alla scuola italiana, capace di far crescere giovani di così grande qualità».

MATTARELLA - L'ESCLUSIONE A SCUOLA PER LE LEGGI RAZZIALI

«Settant'anni fa, nel settembre del 1938, la stagione scolastica si apriva con l'espulsione dalla scuola pubblica di tutte le ragazze e i ragazzi, le bambine e i bambini ebrei. E con il licenziamento dei professori di origine ebraica. Una legge aveva dato forma a un razzismo di Stato: è una delle pagine più brutte e tristi della nostra storia. Liliana Segre (senatrice a vita e sopravvissuta ai lager, ndr) - come altri - ha ricordato, in questi giorni, il suo trauma di bambina esclusa dalla scuola che era e sentiva propria. La feroce discriminazione subita - ha detto Mattarella -. Questa è una lezione che non dobbiamo mai dimenticare. La scuola deve unire e non dividere o segregare. La scuola deve moltiplicare le opportunità, non ridurle. La scuola deve generare amicizia, solidarietà, responsabilità e mai seminare odio, rancore, volontà di sopraffazione, discriminazioni di qualunque genere».

 

LE PAROLE DEL MINISTRO BUSSETTI

«A scuola si costruisce il futuro, consapevoli del passato e attenti al presente. Si combattono i pregiudizi, si impara il rispetto per le idee degli altri». Così il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti nel suo discorso all'inaugurazione solenne dell'anno scolastico. «Prendo spunto dal luogo in cui siamo oggi, l'Isola d'Elba, per proporvi un'immagine. Vivere su un'isola è un'esperienza particolare - ha proseguito -. Quando si presenta il maltempo, i collegamenti con la terraferma si fanno problematici o talvolta impossibili. Le difficoltà della vita quotidiana aumentano e ci si accorge che la relazione con l'esterno è imprescindibile».

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«Trovo che questa possa essere un'efficace metafora di quello che accade nella vita di ognuno - ha detto Bussetti -. Gli imprevisti sono inevitabili. Ma se abbiamo qualcuno su cui contare possiamo affrontare le situazioni difficili con forza e coraggio. Nessun uomo è un'isola. Ciascuno di noi ha bisogno di connettersi con una comunità. La più importante di queste comunità è la scuola, dove il valore di ciascuna componente aumenta il suo significato grazie al confronto con gli altri».

«Tutti noi ricordiamo con affetto e gratitudine chi ci ha trasmesso qualcosa e lo ha fatto con amore – ha proseguito Busseti -. Non potrà mai dimenticare Nicolina, la mia maestra delle elementari che oggi ho voluto qui. Pensate, se necessario, ancora mi riprende. Severa, dolce e bravissima. Mi segue, mi fa sentire il suo appoggio anche ora che sono cresciuto abbastanza».

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