Il Tirreno

Quando l’isola diventa un’opportunità

Valentina Landucci
Una nave della Moby ormeggiata in banchina a Portoferraio
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Una nave della Moby ormeggiata in banchina a Portoferraio

I successi di Locman, Acqua d’Elba, Aleatico: il mare non è un confine ma un’autostrada per il mondo con Moby e Toremar

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Una terra ricca e generosa dal carattere forte. Sempre bella da togliere il fiato. Ti avvolge con i profumi dell’uva dell’Aleatico, del rosmarino e dei capperi selvatici e ti incanta con infinite sfumature di rosso, verde e azzurro. Ed è questo carattere che ne ha fatto un marchio nel mondo e che, declinato in modi diversi, grazie a capacità, tenacia e lungimiranza si è spesso trasformato in successo imprenditoriale.

La sfida delle "14 miglia"
È una sfida blu, lunga 14 miglia, quella che gli elbani, che vivano o meno sull’isola, vincono quotidianamente. È la distanza tra il porto di Piombino e quello di Portoferraio. Una distanza d’acqua che può anche diventare opportunità con le giuste dosi di sacrificio e impegno. Quelli di chi del trasporto di merci e persone - Moby e Toremar su tutti - ha fatto un mestiere ma anche una missione quando il mare è agitato e sui traghetti non ci sono le migliaia di vacanzieri estivi ma i pendolari elbani.

Il tempo dell’isola
La distanza, peraltro, non è mai stata un ostacolo per alcune delle principali eccellenze isolane. È il caso degli orologi. Elba significa Locman. E viceversa. Orologi di lusso che nascono a Marina di Campo grazie alla felice avventura imprenditoriale di Marco Mantovani. Ed è suggestivo pensare che il ticchettio dell’orologio che indossiamo si ispiri al ritmico suono delle onde sulla spiaggia di Marina di Campo e alle sfumature del sole al tramonto su Pianosa. L’impresa di Mantovani, partito dalla sua Elba alla conquista dei mercati mondiali, è opportunità di lavoro e crescita per un territorio che non sempre riesce a offrire ai propri figli possibilità per restare al di là di quelle legate al turismo.

L’Elba dei profumi
Il legame con la propria terra, la forte volontà di restare e costruire ispira un’altra avventura imprenditoriale di successo che incarna lo spirito seducente di questo territorio la cui identità è fatta anche di odori. Dai più comuni ai più rari e preziosi, combinati e trasformati in opere d’arte dell’olfatto da tre avventurosi elbani Fabio e Chiara Murzi e Marco Turoni. L’idea è del 1999 e, guarda caso, nasce... in barca a vela. L’avventura imprenditoriale prende le mosse con un primo laboratorio, a Marciana Marina, l’anno successivo. E oggi a lavorare per Acqua dell’Elba, marchio diffuso in Italia e alla conquista del mercato estero, ci sono oltre 100 persone.

L’isola buona e bella... fuori e dentro
Contesa (etruschi, romani, pisani, fiorentini, austriaci, francesi e via via fino ad oggi) ma mai davvero conquistata l’Elba, semmai, ha saputo "storicamente" conquistare. Anche prendendo i suoi dominatori per la gola. Napoleone non faceva mistero del proprio apprezzamento per l’Aleatico e ancora oggi il vino made in Elba è prodotto tipico di pregio sul quale pochi ma appassionati imprenditori locali hanno investito sfruttando le particolari condizioni climatiche dell’isola. L’Elba è poi sempre stata fonte di ricchezza per i suo tesori sotterranei: dal ferro a numerosi minerali preziosi fino al granito. Oggi l’industria estrattiva è un ricordo che, tuttavia, sempre più sta diventando occasione turistica con la valorizzazione delle antiche miniere tra Rio Marina e Capoliveri. Mentre la lavorazione di metalli e minerali resta una tradizione trasformata in piccole e grandi opere dall’artigianato locale.

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