Il Tirreno

la vertenza 

Unicoop, si va allo sciopero contro i tagli in busta paga

di Paolo Carletti
Unicoop, si va allo sciopero contro i tagli in busta paga

Il 26 settembre i lavoratori incrociano le braccia in tutti i negozi e a Vignale Pesano sullo scontro anche le chiusure nel Lazio. Il 19 il tavolo al Ministero

3 MINUTI DI LETTURA





piombino

Dunque ci siamo. La trattativa messa in piedi da Unicoop basata su una linea “soft”, gradualmente è arrivata “all’osso” e ha definitivamente fatto scoppiare le relazioni sindacali. Dopo l’ultimo incontro del 5 settembre scorso, in cui da parte dell’Azienda sono stati paventati importanti tagli in busta paga e la chiusura di negozi nel Lazio, i sindacati ieri hanno proclamato uno sciopero nazionale per l’intera giornata del 26 settembre. Iniziativa che era nell’aria a seguito dello stato di agitazione che Cgil-Cisl-Uil avevano indetto dichiarandosi contrari a tutta la linea dei provvedimenti apparecchiati sul tavolo dalla direzione aziendale. Un piano molto pesante per i circa duemila lavoratori della Val di Cornia e per gli altrettanti del Grossetano e di altre zone. Come da prassi, la posizione che uscì dopo l’incontro da parte di Unicoop era stata edulcorata, sostenendo che «la direzione ha invitato le organizzazioni sindacali a ridiscutere insieme, con un piano di lavoro intenso e serrato, il contratto integrativo aziendale vecchio ormai di 12 anni con l’obiettivo di avere un nuovo integrativo fondato sul principio di maggiore equità, sulla corrispondenza tra costi e risultati aziendali e funzionali al piano di risanamento della Cooperativa». Ma - secondo i sindacati - i toni e i contenuti attorno a quel tavolo erano stati profondamenti diversi. Non si tratta infatti di ridiscutere il contratto integrativo aziendale, bensì di tagliarlo di netto. Alberto Sassetti di Filcams-Cgil chiarisce: «Le intenzioni della direzione sono di tagliare l’integrativo a tutti i dipendenti, così da recuperare 10 milioni all’anno». Non si parla di spiccioli. Nelle buste paga dei dipendenti Unicoop infatti il contratto integrativo aziendale pesa eccome. Si parla di cifre che - a seconda di anzianità e qualifiche - vanno dai 200 ai 350 euro. Un salasso che i sindacati non accettano. A questo si aggiungono la chiusura dei negozi nel Lazio (dopo che era già avvenuto in Campania) che colpirà 270 lavoratori, mentre ancora non è chiaro - neanche al sindacato - la misura del pacchetto di assunzioni fatte recentemente con contratti a 5 mesi per 40 ore a settimana.

Una situazione insomma in cui può sembrare che l’Azienda navighi a vista, ma che in verità, sotto traccia nasconde tagli e decurtazioni di stipendi che ora stanno venendo a galla. Impossibile ieri avere una risposta da Unicoop, i cui referenti erano irraggiungibili. Per questo i sindacati hanno portato la vicenda alla ribalta nazionale, e il 19 si terrà un tavolo al Ministero dello Sviluppo economico per cercare una mediazione e una strategia che non penalizzi così pesantemente i lavoratori. Si preannuncia un autunno molto caldo insomma per l’azienda di Vignale, e lo scontro, è prevedibile, sarà molto duro. «È palese che la dirigenza di Unicoop Tirreno intende intervenire duramente sia sul perimetro occupazionale - dicono i rappresentanti dei tre sindacati a livello nazionale - che contrattuale. La conseguenza è inaccettabile, sarebbero ancora una volta le lavoratrici e i lavoratori a pagare il prezzo della crisi della cooperativa di cui non hanno alcuna responsabilità. Il piano industriale ha come obiettivo primario di ridurre il salario, peggiorare le condizioni di lavoro e abbandonare parte dei lavoratori, una prospettiva inaccettabile». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web