Gioco
«Sugli ammortizzatori serve un nuovo accordo come quello dell’Ilva»
Camping cig guarda all’intesa raggiunta a Taranto che prevede lunghe coperture salariali e incentivi all’uscita
PIOMBINO
Il problema degli ammortizzatori sociali in scadenza alle acciaierie è al centro dell’intervento di Camping cig, già critico sull’accordo raggiunto con Jsw, «che presenta problemi di ordine generale, tra cui la mancanza di un piano industriale, nessuna garanzia su investimenti, nessuna chiarezza su modi e tempi della ripresa della laminazione, blocco per un lungo periodo di ogni possibilità di programmazione territoriale ed infine la certezza che alla fine del percorso ci sarà un numero imprecisato di esuberi, 250/300 nella migliore delle ipotesi, ben oltre mille nella peggiore e a parer nostro la più probabile».
Ma il problema più imminente per Camping cig è appunto quello «della copertura salariale per i lavoratori al momento non occupati. Il decreto per la cassa integrazione con partecipazione della Regione per mantenere (quasi) i livelli retributivi a prima della scadenza della legge Marzano sta per decadere e non vediamo nessuna iniziativa da parte dei sindacati nei confronti del Governo per rivendicare una soluzione adeguata».
Così l’associazione guarda al recente accordo siglato dai sindacati dell’Ilva di Taranto con Mittal: «Non esprimiamo giudizi di merito sull’accordo – dice Camping cig in una nota – ma c’è una parte di quell’ipotesi di accordo che ci interessa particolarmente ed è quella delle coperture salariali per i lavoratori in “esubero”: per loro è stato stabilito l’utilizzo di un ammortizzatore sociale che coprirà tutto il periodo necessario sino al riassorbimento e che sarà utilizzato anche per i lavoratori degli appalti. Inoltre sono previste forme di incentivazione all’uscita anticipata. Nello stesso accordo sono anche stabiliti in maniera certa gli interventi per il recupero ambientale ed un percorso garantito per la rioccupazione degli esuberi».
Per questo Camping cig rivendica «questo tipo di accordo anche per Piombino: un ammortizzatore sociale per tutti i lavoratori di Aferpi, diretti e indiretti che garantisca la copertura salariale totale e incentivazioni per le uscite volontarie; un percorso stabilito (con attori e finanziamenti) per le indispensabili bonifiche ambientali; un intervento di programmazione territoriale che studi piani di diversificazione produttiva per il territorio, a partire dal porto, lasciato attualmente nel più completo abbandono». —
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