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Chiuso l’ingresso del rifugio appena riscoperto in piazza Dante
la storiaRiscoperto per ultimo, cioè poche settimane fa durante i lavori ai giardini di piazza Dante, bisognerà aspettare un po’prima di poterlo visitare: si tratta di uno dei “rifugi tubolari di...
la storia
Riscoperto per ultimo, cioè poche settimane fa durante i lavori ai giardini di piazza Dante, bisognerà aspettare un po’prima di poterlo visitare: si tratta di uno dei “rifugi tubolari di fortuna” qui realizzato durante la Seconda guerra mondiale. Se ne conosceva l’esistenza, ma non si sapeva in quali condizioni fosse.
Ci vorranno indagini più accurate, secondo le richieste della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio Pisa e Livorno, prima di aprirlo a tutti.
«Questo rifugio – conferma Gianpiero Vaccaro, studioso e appassionato di storia – fu costruito in sostituzione delle precedenti trincee coperte in legno, scavate nel 1940, nel corso del 1942. Poteva contenere circa 180 persone ed era dotato di servizi igienici in un piccolo locale, vano utilizzato come medicheria e bonifica in caso di attacco chimico. La costruzione fu affidata all’impresario Angelo Pasquinelli di Piombino e fu completata in circa tre mesi». Se ne stanno già occupando i tecnici del Comune in stretto contatto con la Soprintendenza. Nel frattempo l’ingresso di piazza Dante è stato ricoperto (per precauzione).
In città, cresce l’attenzione per questa Piombino sotterranea. Perché, persino sotto terra, esiste un dedalo di rifugi realizzati per dar modo ai cittadini di “cercare di proteggersi” dalle bombe della Seconda guerra mondiale.
Ne sono rimasti oltre una quarantina, compresi Castello, piazza Dante, Rivellino, ex Ipsia, piazza Bovio, Palazzo Appiani e rappresentano un interessante esempio di “museo diffuso” nell’ambito della diversificazione (che in tanti auspicano). E mentre si sta già lavorando per recuperare pure gli spazi sotto il Rivellino, da oggi pomeriggio (dalle ore 17 alle 19 e domenica 16 settembre dalle ore 10 alle 19) è prevista l’apertura straordinaria del rifugio del Castello – ingresso da piazza Umberto I – con visita guidata nella (nostra, recente) storia a cura di Gianpiero Vaccaro.
CECILIA CECCHI
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