Il Tirreno

la testimonianza 

La moglie dell’uomo folgorato «Rendere più facili i soccorsi»

La moglie dell’uomo folgorato «Rendere più facili i soccorsi»

La moglie del 48enne colpito da un fulmine e salvato nella pineta della Sterpaia «Interventi massicci e tempestivi, ma non esistono indicazioni per i mezzi»

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PIOMBINO

Il 19 Agosto Andrea Bartoli, 48 anni, di Bagno a Ripoli, restò folgorato da una scarica di un fulmine mentre era su un’amaca nella pineta della sterpaia, zona Mortelliccio. I soccorsi furono veloci e decisivi anche se ostacolati dalla zona non facilmente raggiungibile. L’uomo fu salvato in extremis dopo essere statao trasportato a Grosseto. La moglie Francesca Curradi.ha scritto al sindaco di Piombino e ad altre autorità locali (tra cui la responsabile del 118), riconoscendo il grande sforzo che è stato compiuto per salvare il marito, ma rilevando, senza peraltro alcuna polemica, le criticità riscontrate in quei drammatici frangenti. L’uomo fu salvato per il tempestivo intervento di, Fabio Gasperini (infermiere rianimatore) e del dottor che erano in spiaggia. «Grazie a questo pronto intervento, con il massaggio cardiaco - racconta la signora - iniziato immediatamente, per fortuna, tutto è andato per il meglio. Sebbene una incredibile macchina di soccorsi si sia mossa per il suo salvataggio molte cose a nostro avviso sono andate storte o potevano essere fatte meglio. Non possiamo esimerci da fare un atto civile di segnalazione dell’evento e delle criticità che il piano di soccorso ha mostrato. Facciamo questo anche come atto di amore verso queste zone che adoriamo e che ci vedono presenti a passare le nostre vacanze oramai da quasi 10 anni. Ringraziamo ovviamente tutte le persone intervenute e che si sono prestate con il massimo dell’impegno per salvare Andrea.

Gli eventi: alle 15,10 il fulmine colpisce Andrea Bartoli. Dopo pochi minuti, intervengono un medico e un infermiere presenti in spiaggia e iniziano il massaggio cardiaco. Alle 15,30 arriva un bagnino munito di ossigeno. Alle 15,40 a piedi arriva un operatore della prima ambulanza, portando l’ossigeno. Alle 16 arrivano a piedi i medici del Pegaso, verricellati nelle vicinanze e si occupano del soccorso di Andrea con il materiale che hanno trasportato (elettrocardiogramma, ossigeno, ecc.). Alle 16,32 partiamo in ambulanza verso il rendez-vous con l’elicottero a Follonica. Alle 17:21 scendiamo a Grosseto e raggiungiamo il Pronto Soccorso. E ciò che non ha funzionato: due ambulanze che si sono insabbiate, e anche l’auto dei carabinieri sulla strada di accesso alla pineta; una terza ambulanza percorrendo un’altra strada riesce a raggiungere il ferito. «È trascorsa più di un’ora dalla chiamata al 118. Dal parcheggio del Mortelliccio 1 non è possibile accedere con mezzi di soccorso la zona di spiaggia o pineta in prossimità delle torrette 15 e 16 perché è presente un tratto di strada di sabbia; occorrerebbe la presenza di ambulanze in estate all’interno del parco. Non è indicato il passaggio per i mezzi di soccorso». Poi, l,’assenza di polizia municipale. «I bagnini dovrebbero essere in grado di fare un massaggio cardiaco e utilizzare un defibrillatore. Definire una precisa zona di atterraggio per Pegaso, impossibilitato ad atterrare sulla spiaggia per delle condizioni meteo. —



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