Il Tirreno

Il primo giorno in fabbrica dopo il lungo stop: «È un’emozione»

Claudia Guarino

Impianti riaccesi dopo anni di delusioni e incertezze Lavoratori all’opera per le prime rotaie dell’era Jindal 

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO

Dopo anni di lotte, delusioni e promesse infrante tornare a credere che un futuro diverso sia possibile non è facile. Mordashov, Rebrab, Jindal. La diminuzione del lavoro, lo spegnimento dell’altoforno, il commissariamento. La crisi dell’indotto, gli ammortizzatori sociali, i patti mai realizzati e gli accordi traditi.

L’agonia del suo gigante industriale, ormai immobile e muto, a Piombino sembrava infinita. Poi, dopo il passaggio di proprietà degli impianti e il nuovo accordo di programma, il cuore d’acciaio della città sembra che sia tornato, lentamente, a pulsare. L’impressione, cioè, è che le cose inizino a cambiare. Ieri in Aferpi si è cominciato di nuovo a laminare, il treno rotaie è stato riattivato e la sensazione di alcuni degli operai rientrati in fabbrica è che lo stabilimento, lentamente, stia tornando alla vita. La speranza si affaccia di nuovo negli animi, pur accompagnata dal timore di sperimentare nuove e cocenti delusioni. «Non so cosa ci aspetti nel lungo periodo. Sull’attivazione dei forni elettrici, visto ciò che è successo in passato, ho molti dubbi, però dei segnali di cambiamento adesso ci sono. Sembra che qualcosa si muova e, per questo, cominciamo di nuovo a sperare. Mi piace questo inizio e oggi sono al lavoro con uno spirito che è alto». Simone Bonanni è uno degli operai tornati in fabbrica con la ripartenza del tpp. Arriva al lavoro in sella al suo scooter. Dice che adesso nello stabilimento ci sono pezzi di ricambio nuovi, tute e scarpe. «Tutte cose che non si vedevano da tempo. Anche per questo l’umore è buono».

Felice delle ripartenza del treno rotaie è Vincenzo Arena. «Rientrare al lavoro – dice – è certamente positivo. Ma non mi aspetto niente, voglio prima capire cosa succederà». Non tutti gli operai hanno voglia di parlare. C’è chi varca la porta dello stabilimento a testa bassa e chi tira dritto toccando l’orologio che porta al polso. «E’ tardi, c’è il cambio del turno. Non ho tempo per rispondere alle domande». Chi decide di fermarsi lo fa, il più delle volte, con il sorriso sulle labbra.

«Rientro dopo tre mesi di stop – dice Paolo Capanni – Sembra che ci abbiano dato una speranza. Qualche manutenzione agli impianti è già stata fatta, ma il lavoro vero inizia adesso». Anche Giovanni Bottausci varca la soglia di Aferpi dopo mesi. «Qualcosa si sta muovendo – afferma – Adesso vediamo come va».

«Oggi (ieri ndr) è il mio primo giorno e tornare al lavoro dopo tanto è una bellissima sensazione – aggiunge Roberto Bragiola – Speriamo che siano onorati gli accordi e che tutto sia diverso rispetto a come si prospettava». Anche per Marco Vinciarelli ieri è stato il giorno del rientro in fabbrica. «È una bella emozione – racconta l’operaio – Si spera in una ripresa, sia per noi sia per il territorio». Quasi tutti gli operai incontrati lavorano al treno rotaie, Roberto Rinaldi, invece, è impiegato nel reparto ecologico. «Il miglioramento c’è ed è tangibile – sostiene – C’è un atteggiamento generale volto alla ripartenza ed era da mesi che non si vedevano così tanti lavoratori in fabbrica». Avanti a testa alta, dunque. Felici di tornare e sicuri delle proprie capacità, nella speranza che le aspettative, questa volta, non siano deluse. «Gli impianti sono datati – conclude Bonanni – Ma noi siamo in grado di farli funzionare a dovere». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web