Sicurezza
Giunta Ferrari, il Pd all’attacco «Soltanto danni per la città»
La mancata approvazione del bilancio fatto passare infine dal commissario è il passaggio più grave. Poi la Cosimo e la vendita fallita delle ex Poste
PORTOFERRAIO
Commissario prefettizio per l’approvazione dello schema di bilancio consuntivo 2017. Licenziamento e poi riassunzione del dirigente dell’ufficio Ragioneria. Vendita e poi ritiro delle ex Poste e di un appartamento in via dell’Oro. Sono questi i temi affrontati dai consiglieri di minoranza Pd, a poco più di 9 mesi dall’appuntamento elettorale. E il giudizio finale è lapidario: «Portoferraio ha un’amministrazione allo sbando». Ecco come si articola il ragionamento del Pd. Commissario nominato dal Prefetto. Dal momento che la giunta non era riuscita a far approvare dal consiglio lo schema del bilancio consuntivo del 2017, il prefetto di Livorno aveva nominato il commissario ad acta. «L’approvazione sarebbe dovuta avvenire entro il 30 aprile. Nonostante la nomina del commissario abbiamo già accumulato un ritardo di quasi 4 mesi». Secondo i consiglieri di minoranza la mancata approvazione del conto entro il termine di legge ha avuto conseguenze dannose. Come la mancata assunzione di vigili urbani e l’inutilizzabilità, per quest’anno, dell’avanzo di amministrazione di oltre 8 milioni e 800 mila euro, di cui un milione e 250 mila euro sarebbero potuti servire per investimenti in opere pubbliche o per il miglioramento dei servizi. Licenziamento e riammissione del dirigente di Ragioneria Donati (dovrebbe rientrare ufficialmente il 30 agosto).
«Il mancato rispetto – si legge nella nota – delle sentenze del giudice del lavoro di primo grado e di una sentenza d’Appello, che ordinavano al sindaco la riassunzione del dipendente, è costata al Comune, a oggi, la modica cifra di oltre 400 mila euro». Alienazione degli immobili comunali. «È stato pubblicato un bando – scrive il Pd – che prevedeva la vendita del palazzo ex Poste. Ma è stato subito ritirato perché nei programmi di alienazione approvati dalla stessa giunta era stato deciso di vendere il primo, secondo e terzo piano e, separatamente, il piano terra». Una sbadataggine che si ripete con il piccolo appartamento in via dell’Oro. Infine la partecipata Cosimo de’ Medici. Le ventilate dimissioni del Cda avrebbero la loro ragione nel fatto che il sindaco non avrebbe difeso la società dalle critiche per la cattiva gestione del servizio di raccolta rifiuti in Darsena. «È finito l’idillio – si chiede il Pd – tra l’amministrazione e la partecipata? A febbraio si parlò di crediti piuttosto consistenti della Cosimo nei confronti del Comune e, con un anonimo comunicato, fu avanzata la proposta di azzerarli trasferendo a essa la proprietà dell’edificio ex Omni. Il presidente del Consiglio Rossi minacciò le dimissioni. Per placare gli animi il sindaco prese solenne impegno a fare chiarezza. Ma dopo sei mesi, quei crediti – conclude – sono ancora avvolti dalla nebbia”. —
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