Gioco
Carbonifera, al porticciolo niente ampliamenti ma tanti servizi
L’approdo nato nel 1970 con una cooperativa di soci ha 320 posti barca e ora punta sulla nautica carrellabile i
PIOMBINO
La foce del fosso Valnera ha da sempre offerto un buon punto di accesso al mare ai vecchi pescatori che erano soliti frequentare Carbonifera.
Fu così che dal 1970 alcuni amanti del mare e della pesca sportiva realizzarono un piccolo rifugio per le proprie barche, ben riparato dalla scogliera già presente sul mare.
Da quegli anni le modifiche sono state molteplici, passando dalla costituzione della Cooperativa pescatori Carbonifera nel 1983, dalla costituzione della prima banchina e dall’ultimo ampliamento del 2005 che a oggi consente di sfruttare entrambi i lati del fosso per approdare.
Quello che rimane immutato da più di 40 anni è l’amore dei diportisti per quel tratto di costa che sembra essere la naturale divisione del golfo di Follonica al margine del comune di Piombino, praticamente adiacente a quello di Follonica, separando anche quelle che sono le province di Livorno e Grosseto.
I protagonisti delle opere però sono sempre gli stessi, tra cui il presidente della Cooperativa Alberto Bandini: «Siamo sempre stati una piccola realtà autosufficiente – racconta – che negli anni credo abbia offerto un buon servizio ai tanti diportisti della zona».
Il presidente della Cooperativa pescatori Carbonifera spiega che «i proprietari dei nostri posti barca, oltre ai piombinesi, spesso vengono da Riotorto e Venturina, ma contiamo anche molti turisti che hanno un appoggio in zona, fra Follonica e Riotorto, e che qui vengono a trascorrere le loro vacanze».
Il piccolo porticciolo conta un totale di 320 posti barca e grazie ad un buon retro porto riesce ad offrire un piazzale da 70 posti ai tanti che preferiscono tenere la propria imbarcazione sulla terra ferma.
Il problema è che la particolare forma dello sbocco in mare e del retrostante porticciolo non permette ai gestori della rimessa di programmare ampliamenti, così l’attenzione in particolare è diretta alla sola manutenzione e al dragaggio del tratto di fosso che interessa le operazioni nautiche.
Spesso poi le mareggiate e la conformazione del fosso obbligano i gestori a procedere con interventi straordinari: «Essendo un piccolo approdo per i diportisti di zona e non potendo offrire possibilità di ampliamento, lavoriamo molto sui servizi – continua Bandini – Operiamo molto con la nautica carrellabile, che quest’anno ha visto un grande sviluppo e offriamo i nostri parcheggi, le gru e luce in banchina ai nostri soci».
Il rammarico di Bandini è che «purtroppo, dopo alcuni tentativi di privati, non riusciamo a offrire servizi di taxi boat, che risultano troppo dispendiosi per la nostra piccola realtà. Infatti già per eseguire le periodiche operazioni di smaltimento di alghe e quelle di rimozione della sporcizia, derivanti dai ciclici dragaggi, andiamo in difficoltà per i costi elevati di questi servizi. Anche questa stagione infatti, solo grazie al pronto intervento del Comune di Piombino e del dirigente del servizio comunale di demanio e ambiente, Maurizio Poli, nel recapitarci le autorizzazioni, abbiamo avuto il permesso di dragare l’entrata in porto, stoccare i materiali nel nostro parcheggio e smaltirli grazie all’aiuto della discarica, giusto in tempo per l’inizio del grande movimento stagionale».–
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