Il Tirreno

Un altro fulmine semina il panico Ferita una turista tedesca a Baratti

ALESSANDRO DE GREGORIO
Un altro fulmine semina il panico Ferita una turista tedesca a Baratti

Stava aiutando il marito a tirare a riva il catamarano, è stata investita da una scarica che ha attraversato l’albero

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PIOMBINO

Un altro fulmine si è abbattuto sulla nostra costa, un’altra persona è rimasta ferita. Stavolta in modo molto meno grave ma due episodi in meno di ventiquattro ore (il primo domenica a Mortelliccio, il secondo ieri a Baratti) sono tanti e cominciano a destare preoccupazione.

L’episodio di ieri è avvenuto in mezzo al golfo di Baratti, davanti alla spiaggia dove c’è la scuola di vela del Cvp (Centro velico piombinese). La persona finita all’ospedale è una cinquantenne tedesca che era al mare insieme al marito e ai loro figli.

IL CATAMARANO. Intorno alle 13,30 Reinhold Rhene, il marito, era appena rientrato da un giro in mare con il catamarano e lei, Marie, lo stava aiutando a tirare a riva l’imbarcazione quando un fulmine è stato attirato dall’albero in carbonio e la scarica ha colpito la donna. Lei ha urlato dal dolore, è volata un paio di metri più avanti finendo a terra, ma è sempre rimasta cosciente.

È stata subito soccorsa dal marito e dagli altri bagnanti, compresi gli addetti della scuola di vela.

L’ALLARME. Subito è scattato l’allarme. Sul posto, oltre ai bagnini e al personale del Cvp, sono intervenuti anche volontari e medici inviati dal 118. La donna, che aveva un braccio completamente intorpidito, è stata visitata sul posto, stabilizzata e portata con l’ambulanza al pronto soccorso di Villamarina insieme al marito, lui più preoccupato che ferito. Le condizioni di entrambi non vengono giudicate gravi.

LA FUGA. Certo lo spavento è stato forte ed è stato collettivo. In pochi minuti molti sono scappati dalla spiaggia, dove si è rovesciato un violento temporale.

LA TESTIMONIANZA. «Eravamo appena arrivati in spiaggia – dice una turista di Lucca, Ilaria Sabbatini –. Con mio marito d’estate veniamo sempre qui perché amiamo questo mare, questo golfo. Noi eravamo un po’ più avanti, verso il porticciolo. Il tempo di arrivare, sistemare la nostra roba sulla sabbia e siamo entrati in acqua. Era caldissimo, la giornata splendida, soleggiata, il cielo senza nuvole. Poi però le nubi sono arrivate. Velocemente. Molto velocemente. In pochi minuti è cambiato tutto. Non era neanche cominciato a piovere che è arrivato il primo fulmine. Io e mio marito a quel punto siamo subito usciti dall’acqua perché sapevamo che era pericoloso, e dopo quello che era già successo…».

IL PRECEDENTE. La donna si riferisce al turista di Bagno a Ripoli che domenica, al Mortelliccio, è stato attraversato dalla scarica di un fulmine ed è stato salvato solo dalla prontezza di un paio di medici che erano in pineta.

IL SECONDO FULMINE. Torniamo a Baratti, a ieri e alla bagnante lucchese. «Il secondo fulmine è caduto subito dopo - dice ancora Ilaria - e stavolta lì vicino, sulla battigia. Poi la pioggia, molto forte. Noi a quel punto abbiamo rimesso tutto nelle borse e siamo venuti via. Il secondo fulmine dicevo è caduto proprio sulla battigia, quello l’ho visto proprio bene. E quando siamo passati lì davanti c’era molta gente intorno a una ragazza. Sulle prime ho pensato che avesse avuto una congestione e invece ho capito che era stata ferita proprio a causa di quel fulmine. Ho visto però che era cosciente, accovacciata tra le gambe del marito, e ci siamo tranquillizzati».

L’ALBERO in CARBONIO. A spiegare nel dettaglio la dinamica di quel che è successo è Mario Bini, segretario della scuola di vela del Cvp.

«Il turista era uscito in mare con il catamarano – spiega Bini – e quando ha visto che il tempo stava peggiorando è subito rientrato. La perturbazione è stata velocissima, in pochissimi minuti il tempo è cambiato di netto. L’errore è stato quello di voler salpare il catamarano anziché lasciarlo lì per tornare dopo a recuperarlo e disarmarlo. Io non ero presente alla scena, sono arrivato poco dopo, ma mi hanno raccontato di aver visto bene il fulmine entrare nella testa dell’albero (in carbonio, ndr) e uscire nel punto in cui si aggancia il boma. Sia la donna che il marito stavano appunto tenendo il boma. Lei è stata quella che ha ricevuto la scarica più forte, tanto da essere scaraventata a due-tre metri di distanza. Anche lui ha preso una scossa, ma in modo molto più lieve. Comunque in serata è tornato il figlio a prendere gli oggetti dei genitori e ha detto che stavano bene. Erano ancora all’ospedale ma stavano bene». —

ALESSANDRO DE GREGORIO



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