Sicurezza
Multe per chi rovista nei rifiuti Il Comune: «Un atto di civiltà»
Sindaco e assessori a difesa della scelta di stangare i disagiati con 50 euro di multa «Non è accanimento, quelle persone si rivolgano alla nostra rete socio-sanitaria»
CAMPIGLIA
«È solo attraverso l’educazione e la condivisione dei valori che si possono risolvere i problemi legati ai comportamenti singoli o di gruppo». Lo afferma la sindaca Rossana Soffritti, in merito alle norme, scattate da poco, che prevedono multe per chi rovista nei cassonetti (50 euro): si tratta soprattutto di richiedenti asilo ospiti in paesi vicini, aveva spiegato il comandante della polizia municipale Alberto Messerini. «Ma la possibilità di comminare le multe è una facoltà che non va disgiunta da progetti di educazione ambientale e di tutela della salute a partire dalla scuola», precisa insieme alle assessore Ferroni e Ticciati.
Norme sancite dalla delibera di giunta dello scorso 9 luglio, preceduta da un confronto con le associazioni che si occupano di accoglienza sul territorio, che stabilisce sanzioni specifiche per chi non differenzia correttamente rifiuti, chi li abbandona e chi li asporta dai cassonetti. «Questo ultimo aspetto – afferma Soffritti – merita di essere approfondito per non prestarsi a interpretazioni fuorvianti che rischiano di lanciare un messaggio diametralmente opposto allo spirito della delibera». Tre le ragioni alla base di tali provvedimenti: rovistare nei cassonetti è un comportamento dannoso per la salute pubblica e in primo luogo per quella di chi vi si introduce; le piazzole dove sono situati i cassonetti vengono lasciate ricoperte di rifiuti sparsi, creando un danno ambientale, aggravando le condizioni igienico sanitarie del territorio e peggiorando il livello di decoro urbano; infine, gli oggetti prelevati non vanno - secondo il Comune - a soddisfare un bisogno primario di chi li raccoglie, ma vengono stoccati e poi rivenduti per pochi spiccioli, alimentando un mercato illegale che rischia di far incappare chi assume certi atteggiamenti in illeciti ben più gravi di quelli puniti con sanzioni amministrative. «Lo scopo del provvedimento – afferma l’assessora alle Finanze e tariffe Viola Ferroni – non è quindi quello di accanirsi contro chi già evidentemente vessato da un sistema che ogni giorno si fa sempre più aspro e diffidente, ma di far capire che una buona e proficua integrazione passa anche da una conoscenza delle regole dei luoghi in cui, stanzialmente o temporaneamente, viviamo». «La misura – aggiunge l’assessora alle politiche sociali Alberta Ticciati – peraltro presente in quasi la totalità dei comuni ha lo scopo di tutelare la salute dei cittadini. Le misure di controllo e coercitive sono state pensate per provare ad arrestare l’abbandono selvaggio dei rifiuti, il conferimento scorretto degli stessi e la mancanza di rispetto di se stessi, del prossimo e della comunità intera e non certo per penalizzare o accanirsi su chi già vive un disagio e che può fruire dell’articolata rete socio-sanitaria che il nostro territorio mette a disposizione». –
ANNALISA MASTELLONE
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