Il Tirreno

«Lungo massaggio cardiaco, poi finalmente si è ripreso»

CLAUDIA GUARINO
«Lungo massaggio cardiaco, poi finalmente si è ripreso»

Il racconto dell’infermiere che ha salvato il turista folgorato al Mortelliccio «Ero in acqua e quando sono riuscito a raggiungerlo non respirava» 

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PIOMBINO

Sole, caldo e bel tempo. Poi, all’improvviso, nuvoloni neri si addensano sopra la Costa est. Tuoni si propagano nell’aria, mentre fulmini e saette cadono dal cielo, accompagnati da fredde gocce di pioggia e dalle prime raffiche di vento. Tutto in pochi minuti. Andrea Bartoli, 48enne di Bagno a Ripoli, viene colpito dalla scarica di un fulmine mentre si trova in pineta, disteso su un’amaca. Va immediatamente in arresto cardiaco e in suo aiuto, oltre ai bagnini, accorrono un medico e un infermiere, che sono in spiaggia per trascorrere una domenica al mare. Seguono un massaggio cardiaco, la rianimazione e il trasporto all’ospedale di Grosseto. Adesso Bartoli è ricoverato in terapia semi-intensiva. È vigile, non in pericolo di vita e le sue condizioni stanno migliorando. Probabilmente deve la vita alla prontezza dei suoi soccorritori, tra i quali c’è Fabio Gasperini, un infermiere livornese di 58 anni in forza all’ospedale del capoluogo, all’interno del reparto di Rianimazione. «Stavo facendo il bagno quando mi ha sorpreso il temporale – dice -. Una saetta è caduta a circa trenta metri di distanza da me e, a un certo punto, ho sentito alcune persone che, dalla pineta, stavano correndo in direzione della spiaggia chiedendo aiuto. Mi sono dunque diretto verso gli alberi per capire cosa stesse succedendo e ho visto un uomo privo di sensi. Era in arresto cardiaco». Gasperini domenica si trovava, insieme alla sua famiglia, al Mortelliccio. Mai si sarebbe aspettato di trovarsi ad affrontare una situazione simile a quella che ha vissuto due giorni fa. Quando ha visto Andrea Bartoli immobile e con gli occhi sbarrati, dopo essere stato colpito dalla scarica di un fulmine, è subito accorso in suo aiuto.

«C’era anche un medico a prestare soccorso, ma non saprei dire chi fosse o da dove venisse – racconta Gasperini –. Abbiamo praticato per diversi minuti un massaggio cardiaco, ma sembrava che l’uomo non si riprendesse più. Poi, a un certo punto, ha dato segni di recupero. I bagnini hanno portato la bombola dell’ossigeno con la maschera e gli siamo rimasti accanto, aspettando l’arrivo dei soccorsi». Un’attesa, questa, che sembrava non finire mai. L’ambulanza della Pubblica Assistenza di Riotorto, infatti, ha fatto fatica a raggiungere la spiaggia, a causa del traffico intenso e del problematico accesso alla pineta. L’elisoccorso, d’altra parte, ha dovuto vedersela con le forti raffiche di vento ed è atterrato a Follonica, nella piazzola dove è stato trasportato Andrea Bartoli per poi essere trasferito, con il Pegaso, all’ospedale di Grosseto.

«La situazione era drammatica – racconta Gasperini –. Abbiamo eseguito la rianimazione tra gli alberi, sotto il diluvio e con altre saette che cadevano a poca distanza. Ieri notte (quella tra domenica e lunedì ndr) non ho dormito, tanta era l’adrenalina accumulata. Sul lavoro sono abituato ad avere a che fare con situazioni di emergenza, ma una cosa del genere non mi era mai capitata. In spiaggia non ti aspetti di dover intervenire, non sei preparato, sei all’esterno e non hai l’attrezzatura adeguata». Per fortuna tutto è andato per il meglio. E Andrea Bartoli, una volta guarito, potrà raccontare la sua terribile esperienza. —

CLAUDIA GUARINO

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