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l’allarme 

Edilizia e impiantistica i settori più segnati dal fenomeno del lavoro abusivo

V.P.
Edilizia e impiantistica i settori più segnati dal fenomeno del lavoro abusivo

La Cna: i clienti rischiano denunce e mancati risarcimenti senza le certificazioni che può rilasciare solo un’impresa regolare 

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PIOMBINO

«Edilizia e impiantistica sono sicuramente fra i settori in cui sono presenti il maggior numero di abusivi – afferma la coordinatrice di Cna Val di Cornia, Alessia Fagioli – ma nei nostri uffici non mancano segnalazioni anche di attività più complesse come addirittura le carrozzerie o le falegnamerie».

A differenza del settore dei servizi alla persona (estetiste, parrucchieri, manicure ecc), una stima del fenomeno è più difficile. Nella prima fascia si calcola che ogni due imprese che operano nel rispetto delle norme, una agisca al di fuori.

Resta il fatto che quando si tocca il tasto dell’abusivismo, le aziende regolari hanno i nervi a fior di pelle, perché un’ampia fetta di un mercato già indebolito dalla crisi, generale e locale, finisce a favore di chi esercita abusivamente la professione.

Tra le imprese ci sono amarezza e sconforto che si riflettono in un calo delle segnalazioni di situazioni fuori legge.

«Intendiamoci – continua Fagioli – non è che il fenomeno stia scomparendo, è che purtroppo sta venendo meno la fiducia che l’abusivo venga realmente perseguito da chi di dovere. E questo finisce per rappresentare una doppia sconfitta».

Dalla sede di via Da Vinci della Confederazione artigiani lanciano un messaggio verso chi si rivolge a questo tipo di manodopera: «I clienti corrono rischi. Prendiamo ad esempio il settore delle costruzioni e degli impianti. Farsi fare un’opera da soggetti che non sono impresa - spiega Fagioli - significa anzitutto non poter disporre delle certificazioni di conformità o di realizzazione a regola d’arte, fattori che possono esporre a denunce o a rischi di mancati risarcimenti. Ci sono poi gli enormi rischi di infortunio nella realizzazione dell’opera abusiva, anche questi tutti a carico del committente. Se poi qualcosa va storto e l’opera non è fatta bene? Chi offre le garanzie»?

Un carico ulteriore è rappresentato dal fatto che i lavori abusivi significano anche smaltimenti abusivi di materiale edile, vernici, sostanze nocive. Un grosso danno per la collettività.

«Chi conosce un artigiano serio, sa che dietro al suo prezzo giocoforza superiore, c’è non soltanto una professionalità, ma anche il suo rischio d’impresa, i notevoli costi rappresentati dalle tasse, dalla burocrazia, dalla sicurezza, dall’uso di strumenti e prodotti a norma», sottolinea Fagioli.

Che aggiunge: «Da qualche anno abbiamo dato la possibilità a chiunque di presentare nei nostri uffici una segnalazione di presunto abusivismo, che poi Cna trasforma in una denuncia agli organi di controllo, senza citare il segnalatore: confidiamo che cittadini, imprese oneste e chi deve controllare non smettano di perseguire gli abusivi». —

V.P.

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