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CAMPIGLIA 

Investimenti per Riabilitazione ma il personale è ancora poco

V.P.
Investimenti per Riabilitazione ma il personale è ancora poco

L’Asl ha acquistato ausili e sostituito i lettini meccanici con gli elettrici, si rafforza il ruolo di centro per il recupero dei pazienti neurologici  

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I lettini elettrici sono arrivati. Il personale mancante ancora no. C’è, al momento, un impegno a colmare le lacune da parte di Asl.

L’Azienda conferma nella sostanza le riflessioni espresse più volte dai sindacati sul ruolo diverso che negli ultimi anni sta coprendo la struttura: il trattamento concentrato più sul post eventi neurologici che ortopedici. E che, per questo, necessita di ausili e operatori adeguati per le condizioni dei pazienti.

Intanto, dicevamo, sono arrivati i lettini elettrici. Ne sono stati consegnati venti. Andranno a sostiture la dotazione di letti meccanici, completando un investimento sulla struttura del valore di circa 50 mila euro.

«Con questo arrivo – spiega Cristina Laddaga, responsabile per l’Area Sud del Dipartimento di Riabilitazione – si conclude un percorso intrapreso per la riqualificazione di una struttura importante nonché l’unica di tipo residenziale presente sul territorio da Livorno a Grosseto. I letti vanno ad aggiungersi non solo ai nuovi ausili per la mobilità come carrozzine e deambulatori arrivati lo scorso mese, ma anche alla realizzazione di un moderno sistema di chiamata, utilizzabile come interfono tra le due ali di degenza che incrementa la sicurezza degli utenti e facilita il lavoro degli operatori».

Laddaga conferma il ruolo diverso assunto nel tempo dalla struttura: «In questi due anni - afferma - è cambiato anche quello all’interno della rete riabilitativa dell'Usl Toscana nord ovest».

Descrive una struttura «storicamente nata come centro specializzato nella riabilitazione dei pazienti amputati agli arti inferiori». In realtà parliamo di una struttura accreditata ex articolo 26, di sesto livello, destinata alla riabilitazione neurologica e ortopedica con annesso, inizialmente, un centro ortoprotesico misto pubblico privato chiuso da tempo.

La responsabile del dipartimento sottolinea come il centro si sia progressivamente indirizzato alla riabilitazione post-acuta di soggetti con problematiche neurologiche come ad esempio i pazienti con ictus. «Questo - afferma - grazie alla volontà della direzione aziendale e della Zona, che ha, quest'ultima in particolare, sostenuto sempre il ruolo centrale della struttura in quel territorio, ma anche agli sforzi di tutto il personale che ha aderito alle nuove sfide derivate dalla riorganizzazione. Mi preme ringraziare Oss, infermieri, fisioterapisti e logopedisti per l'impegno profuso in questi mesi anche in momenti di carenza di personale, per il quale esiste la volontà di assicurare la giusta copertura».

Per il comprensorio resta il problema serio della riabilitazione post interventi ortopedici. Solo la metà degli over 65 che si operano al femore, all’anca o al ginocchio accede al servizio. Gli altri devono rivolgersi al privato. E chi riesce ad evitarlo, rischia liste d’attesa che potrebbero influire sull’esito dell’operazione. —

V.P.

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di Redazione web