Il Tirreno

Arrestato dai carabinieri il rapinatore della "Principessa"

Cristiano Lozito
Un posto di blocco dei carabinieri sulla Principessa
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Un posto di blocco dei carabinieri sulla Principessa

Quattro rapine attribuite a un muratore di Venturina. Decisivi l’intuito di un militare e la tecnologia

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PIOMBINO. I carabinieri hanno arrestato il rapinatore seriale, che nell’ultimo mese aveva messo a segno vari colpi nella zona della Principessa e Baratti: partendo dall’ultima denuncia di pochi giorni fa, gli uomini guidati dal maggiore Massimiliano Massarelli, mettendo insieme capacità investigativa e tecnologie, sono arrivati ad attribuire quattro rapine a Salvatore Oliviero, 35 anni, da tempo residente a Venturina dove lavora saltuariamente come muratore, con vari precedenti per reati analoghi.

A tradirlo sono stati un grosso tatuaggio su un braccio e la sua Alfa 147 bianca, con cui l’uomo aveva messo segno le sue rapine, e la cui targa era stata registrata dalle telecamere al passaggio nei luoghi vicini a dove erano state commesse le rapine: azioni rapide e violente, che pure gli avevano fruttato solo poche decine di euro.

Oliviero è finito alle Sughere in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari Marco Sacquegna, che ha accolto la richiesta del pubblico ministero Sabrina Carmazzi, inoltrata sulla base delle indagini dei carabinieri.

Se l’episodio che era stato raccontato dal Tirreno il mese scorso (una donna seguita e fermata sulla Principessa da un uomo che l’aveva schiaffeggiata e rapinata) era quello che aveva destato grande preoccupazione nell’opinione pubblica, per capire l’operazione dei carabinieri occorre però partire dalla fine: nella notte dell’8 agosto sulla strada delle Caldanelle, che porta da Baratti a Venturina, quasi in prossimità del paese una 19enne venne bloccata in auto da un veicolo condotto da un uomo, poi picchiata e rapinata della borsa. Qui ha pesato l’intuito di un carabiniere della stazione di Venturina, che in base alla descrizione del rapinatore ha pensato a Oliviero, possessore tra l’altro di un’auto come quella descritta dalla giovane, che poco dopo lo riconosceva da una foto segnaletica.

Questo risultato portava i militari a effettuare riscontri su casi analoghi o simili degli ultimi tempi. E qui entrava in ballo la tecnologia: la targa della 147 di Oliviero inserita nel database, portava a certificare la sua presenza sulla Principessa la notte del 7 luglio quando una donna venne bloccata mentre percorrendo la strada in bicicletta, e rapinata della borsa, e poi il 13 luglio, sempre sulla Principessa, con una piombinese costretta a fermare l’auto, presa a schiaffi e rapinata della borsa.

Le due donne hanno poi identificato Oliviero dalle foto e dal tatuaggio, così come è avvenuto nel quarto caso, quello del 17 luglio, quando un ragazzo in un parcheggio di Baratti fu costretto a consegnare il portafogli al rapinatore che, poco prima, gli aveva rotto il finestrino dell’auto con una mazza da baseball.
 

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