Il Tirreno

il caso 

S’indaga sull’ecoballa di rifiuti Al via una mappatura del mare

CLAUDIA GUARINO
S’indaga sull’ecoballa di rifiuti Al via una mappatura del mare

Alla capitaneria di porto non risultano incidenti avvenuti in questi giorni Dopo il recupero della Permare, si attendono i risultati delle analisi di Arpat

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PIOMBINO

Sono in corso le indagini per capire la provenienza dell’ecoballa recuperata lunedì 13 agosto al largo della Costa est, di fronte alla struttura balneare Baia Etrusca, in località Torre Mozza. Al momento il rifiuto si trova in un’area portuale gestita dalla Permare, società che si è occupata del recupero, in attesa dello smaltimento. Una procedura, questa, che sarà attivata solo una volta conosciuti i risultati delle analisi di Arpat che, molto probabilmente, non arriveranno prima di una settimana dal campionamento effettuato il 14 agosto. Dalla capitaneria fanno sapere che «non risultano incidenti in mare verificatisi in questi giorni, ma le indagini in corso, intraprese per individuare la provenienza dell’ecoballa, sono appena all’inizio».

Nel momento in cui saranno individuati «i responsabili ai quali è riconducibile la perdita del carico, verranno loro attribuiti, tra le altre cose, i costi delle operazioni di recupero del rifiuto – commenta Maurizio Poli, dirigente del servizio comunale di demanio e ambiente – Soldi che saranno anticipati dal Comune il quale, in situazioni del genere, è obbligato ad agire».

L’ecoballa di rifiuti è un parallelepipedo dal peso stimato di 6-7 tonnellate avvistato lunedì tra gli scogli della Costa est, al confine tra Piombino e Follonica. Ricevuta la segnalazione di alcuni bagnini, sul luogo del ritrovamento sono arrivati due mezzi della capitaneria. Viste le difficoltà connesse con il recupero del rifiuto è stato poi deciso di chiedere l’intervento della ditta Permare. «Abbiamo agito con una motobarca idonea al contenimento dei rifiuti – commenta Francesco Frosali, direttore tecnico di Permare – Essendo l’acqua molto bassa, ci siamo avvicinati con un tender e abbiamo messo delle barriere per contenere eventuali sversamenti. Successivamente l’ecoballa è stata imbracata, trainata, issata sulla barca e trasportata all’interno di una nostra area autorizzata». Il costo complessivo del lavoro ancora non è ben definito perché, dice Frosali «l’intervento è cominciato quando abbiamo ricevuto la chiamata e terminerà una volta smaltito il rifiuto. Un’operazione della quale è responsabile la Permare e che avverrà dopo aver ricevuto comunicazioni da Arpat».

Quello di lunedì non è stato l’unico recupero di ecoballe portato a termine dalla Permare nel territorio di Piombino. «La volta precedente, però, siamo intervenuti all’interno dell’area portuale e ci siamo occupati di materiale caduto in acqua durante alcune operazioni di scarico. Non ci era invece mai successo di dover recuperare un rifiuto simile dal mare aperto», conclude Frosali. La capitaneria, d’altra parte, fa sapere di essere al lavoro anche per effettuare una sorta di mappatura del territorio, al fine di individuare l’eventuale presenza di altre ecoballe nel nostro mare. —

CLAUDIA GUARINO

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