Lutto
Apritiborgo, il sipario cala tra gli applausi
Un’altra edizione di successo per il festival del teatro di strada con spettacoli di alto livello e tanta gente
CAMPIGLIA
Un festival dalle note completamente positive. La 14ª edizione di Apritiborgo declinata al femminile ci mostra i toni decisi e al tempo stesso lievi del teatro di strada. Il livello degli spettacoli è stato alto, ottima la risposta del pubblico. Tutti gli spettacoli sono caratterizzati da una professionalità e una passione che le artiste e gli artisti profondono senza risparmiarsi. Dai microcosmi delle complesse marionette alle esilaranti cascate di comicità o le travolgenti Girlesque, Campiglia nei giorni del festival è magica e ancora più accogliente.
«Certo che in questa complessità, che poi è anche la bellezza dell’evento – afferma l’assessore alla cultura Jacopo Bertocchi – è importante capire il tipo di spettacolo che si ha di fronte. L’offerta è molto variegata e ci sono performance per tutti, ma anche quelle più adatte ai bambini e quelle più spiccatamente consigliate per il pubblico adulto; penso ai percorsi narrativi di Vieniteloracconto e alla comicità di attrici come Katia Beni».
Una dichiarazione particolarmente sentita quella di Rossana Soffritti che ha chiuso il suo ultimo Apritiborgo da sindaca: «50 serate di Apritiborgo nei 10 anni da sindaca, questa riflessione è stata un misto di emozione e orgoglio per questa manifestazione che ha riempito di talento e magia il centro storico di Campiglia, unico nel suo diramarsi di piazze, angoli, affacci e teatri; un festival complesso, che ha presentato in questi anni un’efficienza e un’armonia resi possibili dal lavoro del personale tecnico e amministrativo e della polizia municipale che si è speso in modo esemplare. Ringrazio personalmente tutti i dipendenti comunali, il dottor Claudio Cerrini, l’architetta Annalisa Giorgetti e il dottor Francesco Calzaretta. Apritiborgo è una creatura che dal punto di vista artistico ha le sue figure di riferimento principale, Terzostudio, i nostri compagni di viaggio di grande professionalità e attaccamento a Campiglia, l’assessore Bertocchi per questi anni di lavoro incessante di progettazione, relazione, organizzazione. Apritiborgo è una di quelle meraviglie della quale il ricordo resterà indelebile nella mia esperienza di amministratrice».
Tra le novità che hanno più colpito, la mostra fotografica diffusa nel borgo “L’altra metà del cielo” in cui donne di età e condizioni diverse sono ritratte nei momenti della vita quotidiana, figure femminili provenienti dal secolo scorso che hanno affascinato e toccato la sensibilità di chi ha ritrovato in queste immagini la familiarità del volto di una nonna, di una parente o della “signora maestra”.
Quando si abbassa il sipario le quinte non si fermano e Terzostudio ha già in mente la proposta per la 15ª edizione come afferma Alberto Masoni: «Il tema del prossimo anno sarà quello della memoria e qui si potranno inserire anche racconti e aneddoti della storia di Campiglia e una mostra fotografica sul lavoro creando un ulteriore legame tra festival e territorio». —
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