Gioco
In calo i richiedenti asilo in Val di Cornia Sono 400, il 20 per cento in meno del 2017
Mai attivati i centri per i quali l’anno scorso la prefettura di Livorno aveva aperto un bando a Piombino e San Vincenzo
PIOMBINO
Sono circa 400 i profughi ospitati nei centri di prima accoglienza della Val di Cornia. Un numero, questo, che risulta inferiore rispetto a quello registrato tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017, quando all’interno dei Cas del territorio si trovavano circa 500 persone.
Un calo, quello del numero dei richiedenti protezione internazionale, collegato «alla diminuzione dei flussi in ingresso sul territorio italiano» (96.831 sbarchi nel 2017 e 18.890 nel 2018, dati relativi al periodo 1 gennaio-8 agosto e reperibili sul sito del ministero dell’Interno alla voce “Cruscotto giornaliero” ndr).
Il più grande Cas della Val di Cornia rimane il centro ricavato all’interno del residence La Caravella di Torre Mozza, gestita dalla Croce Rossa di Piombino. Attualmente, alla Caravella sono ospitate 228 persone, «molte delle quali famiglie», fa sapere la Cri. Sempre a Piombino ci sono il centro di Guinzane gestito dall’associazione Xenia (18 profughi) e quello di Franciana, che ospita 35 persone ed è amministrato dalla Croce Rossa.
Non è invece più adibita a Cas la struttura in cui sorgeva l’ex comunità delle Pianacce, che risulta però inserita all’interno di un progetto per l’istituzione di un centro Sprar di seconda accoglienza.
Se a Piombino i richiedenti asilo sono 281, nel Campigliese, attualmente, ne sono ospitati 59. In 52, nello specifico, hanno trovato accoglienza all’hotel La rosa dei venti, in zona stazione, gestito dalla cooperativa Homo Diogene, mentre in sette vivono all’interno di un appartamento di via Puccini, a Venturina, gestito dalla cooperativa Odissea.
A Suvereto, invece, i Cas sono due: La Vivalda, amministrata dall’associazione Oltre il mare, che ospita 30 persone e il centro di Poggio al Turco, struttura gestita dall’associazione Articolo 2 dove sono attualmente presenti 15 persone. A San Vincenzo, infine, a trovare accoglienza nella sede della Croce Rossa, in via Aurelia sud, sono in 11.
Non risulta invece abbiano mai ospitato richiedenti asilo le altre strutture che hanno partecipato al bando indetto nel 2017 dalla prefettura di Livorno mirante «all’aggiudicazione di affidamenti specifici per il servizio di accoglienza in favore di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale». Si tratta di un edificio di viale della Resistenza, a Piombino, associato alla coop Homo Diogene e di un immobile ubicato in località Campo all’olmo, sul quale aveva dei progetti il gruppo cooperativo Co&so. Entrambi gli enti hanno confermato che quei centri «non sono mai stati attivati». Nella graduatoria pubblicata dalla prefettura è presente anche un ulteriore centro a San Vincenzo, in via Puccini, che risulta gestito dalla Croce Rossa, secondo cui quell’immobile è sempre rimasto vuoto. —
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