Italia
Al pronto soccorso un centinaio di accessi in più, personale in affanno
Operatori ormai insufficienti a coprire le necessità In tutta l’Asl un incremento generalizzato di casi
PIOMBINO
Tra fine luglio e inizio agosto il Pronto soccorso di Villamarina ha registrato un centinaio di accessi in più. Dai 1.070 del 2017 ai 1.174 di adesso.
Fonte, l’Ausl Toscana nord ovest che segnala un incremento complessivo di un migliaio di persone che si sono rivolte alle strutture dell’entroterra e costiere, a prescindere dai flussi turistici. Non quantificate le attese.
Analizza il dato il responsabile aziendale dell’area emergenza urgenza, Alberto Conti: «Considerando gli ultimi 7 giorni di luglio e i primi 7 di agosto – afferma il medico - vengono fuori alcuni elementi interessanti legati all’iper-afflusso: gli accessi sono aumentati in maniera significativa se li confrontiamo con quelli fatti registrare nello stesso periodo dello scorso anno».
Conti fa notare che in gran parte delle strutture il segno più si è avuto nella prima settimana di agosto rispetto all’ultima di luglio e questo soprattutto nelle località turistiche. «Una possibile spiegazione - commenta il medico - è rappresentata dalle ferie più corte e concentrate di molti italiani. Molto alta dovunque la percentuale di codici minori, indicativamente 9 accessi su 10. Questi dati confermano che turisti e residenti si rivolgono con fiducia al Pronto Soccorso, data anche la buona possibilità di diagnostica e terapia».
Disidratazione, insufficienza renale e calcolosi renale, a carico soprattutto di anziani, sono le patologie ritenute più diffuse mentre un fenomeno nuovo è quello legato a molti pazienti critici che partono in condizioni precarie e poco dopo l'arrivo nelle località turistiche devono fare ricorso al Pronto Soccorso.
Fonti sindacali non ritengono sufficiente a coprire tutte le necessità il potenziamento estivo di personale, con un aumento di ore per i medici, 3 infermieri e 2 Oss in più a Villamarina. Il segno più, il giudizio è questo, va ricondotto ad una pianta organica sottodimensionata da cui mancherebbero in partenza due medici, altrettanti infermieri e 3 operatori sociosanitari. Per un totale di 48 ore quotidiane da moltiplicare per 90 giorni estivi. Totale 4.300 ore che vengono a mancare all’assistenza e gravano sui carichi di lavoro. Con i nuovi ingressi, più o meno, risaremmo all’organico che ci vorrebbe tutti i giorni mentre durante la stagione balneare la popolazione cresce sensibilmente e le patologie da affrontare diventano più impegnative. Meno codici bianchi, più incidenti stradali, infortuni e malori seri. Se durante l’anno la media mensile è di circa 1.900 accessi, in estate si superano i 2.400. Almeno un’ottantina di casi ogni giorno in uno spazio che è quello che è, distante dalla diagnostica e dai reparti, tanto da impegnare un Oss o un infermiere per turno tra quelli in organico, esclusivamente nel trasferimento dei pazienti. Tutte situazioni che tolgono tempo all’assistenza e dilatano le attese. E il nervosismo. —
V.P.
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