Sei Toscana continua a esternalizzare preoccupazione per i lavoratori interinali
l vincoli del Decreto dignità influirebbero sulla decisione di sospendere 250 contratti, oltre 30 a Piombino
PIOMBINO
Giorni di ansia per 250 lavoratori interinali di Sei Toscana. La società ha sospeso i loro contratti annunciando per ottobre la stabilizzazione di soli 45 tra loro, individuati sulla base dell’anzianità di servizio.
Per gli altri si aprono le porte delle cooperative a cui da anni Sei, risparmiando, affida quote importanti della sua attività e che ora avranno un raggio d’azione più ampio da gestire.
Il passaggio sta avvenendo con condizioni contrattuali e salariali penalizzanti rispetto al lavoro “somministrato”. Buste paga tagliate di due-trecento euro ogni mese e altri elementi al ribasso.
A Piombino erano circa in 35 nel circuito interinale. Buona parte sono stati assorbiti dalla Cooperativa giovanile di lavoro. Alcuni non hanno accettato il passaggio. Altrove lo hanno accettato in pochissimi.
La società ha collegato la decisione ai vincoli del Decreto Dignità, (al momento della sospensione era in fase di approvazione) rispetto al ricorso ai contratti a termine e agli interinali. Un sistema di sgravi e di scadenze che dovrebbero facilitare il posto fisso. Semplificando, non si possono superare i 24 mesi o i 4 rinnovi del contratto in due anni. «Poteva andar bene se fosse stato aggiunto un passaggio: un’azienda che alla fine dei due anni di utilizzo del lavoratore interinale, non lo assume a tempo indeterminato, non può assumere in alcun modo e in nessuna forma un altro lavoratore. Così invece ha ancora margini e si rischia di creare macelleria sociale». Il giudizio è di Massimo Tanganelli, responsabile Cgil per i lavoratori Sei Toscana.
I sindacati non hanno apprezzato gli esiti dell’ultimo incontro, giudicando insufficiente la volontà aziendale di non fermarsi ai 45. Si valutano vertenze e si chiede ai lavoratori Sei di non svolgere lavoro straordinario programmato.
Per sensibilizzare sul tema anche le istituzioni, venerdì è stato organizzato un presidio di fronte alla Prefettura di Siena. Perchè c’è anche un altro elemento da considerare. Ci sono 104 Comuni dell’area vasta toscana interessati alla raccolta dei rifiuti. Quindi, oltre al fattore occupazione che dovrebbe stare a cuore a prescindere, si registrano disservizi che hanno già fatto inalberare qualche sindaco.
Insomma, si aspetta che anche le amministrazioni locali intervengano. A Piombino per il momento interviene Francesco Ferrari (Fratelli d’Italia) che parla di una strumentalizzazione del Decreto Dignità.
«Se proprio vogliamo parlare di dignità, le riflessioni sono altre. Crediamo - afferma - che non sia dignitoso da parte di un soggetto che è il gestore unico del servizio integrato dei rifiuti urbani, aver mantenuto per anni in una situazione di instabilità molti lavoratori, con l’uso distorto del rinnovo. Contratti di appena un mese che portavano, con i rinnovi, a far lavorare un dipendente anche dieci mesi all’anno».
Ferrari non ha dubbi: il servizio peggiorerà ma ai contribuenti costerà la stessa cifra. —
V.P.
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