Sicurezza
L’entroterra così selvaggio e ricco di storia
Quando si tratta di indossare scarpe, zainetto e borraccia i volontari guardano il capo-campo un po’ di traverso, ma dopo l’escursione tornano sempre ricchi di una preziosa esperienza di conoscenza...
Quando si tratta di indossare scarpe, zainetto e borraccia i volontari guardano il capo-campo un po’ di traverso, ma dopo l’escursione tornano sempre ricchi di una preziosa esperienza di conoscenza della natura, soprattutto quando, come a Capraia, la bravissima guida Mariella riesce a trasmettere la sua passione per il territorio. Michelangelo racconta: «Mariella ci ha scortato in un bel pomeriggio di sole nell'entroterra, alternando aneddoti isolani e nozioni di cultura locale. Solo allora attraverso le sue parole abbiamo messo a fuoco quello che era già evidente fin dai primi momenti in cui siamo arrivati. Un'isola selvaggia, poco accessibile e misteriosa ma nella stessa misura ricca di storia e di varietà umana. Nel momento che abbiamo raggiunto la cima della collina, sede della ex colonia penale, con una vista mozzafiato sulle baie a est, abbiamo realizzato che avevamo messo noi stessi a servizio dell'isola e lei ci aveva regalato in cambio la sua feroce bellezza». A salutare gli accaldati volontari un gregge di capre placidamente curiose. «Non avremo visto da vicino i delfini, ma le capre sì… ». —
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