La protesta
«Abusiva un’azienda ogni due attività regolari»
La Cna stima che a Piombino superino la trentina i casi di irregolarità e mette in guardia la clientela potenziale dai rischi che corre
PIOMBINO
Ogni due aziende regolari, una abusiva. La stima è della Cna e riguarda il settore dell'estetica e dell'acconciatura. «Piombino purtroppo non crediamo faccia eccezione. Qua le attività regolari sono oltre 70 ed il conto degli abusivi è presto fatto», dichiara il coordinatore sindacale di Cna Benessere e Sanità Alessandro Longobardi che invita a non farsi ingannare dalla trappola del pietismo, soprattutto in un'area a crisi complessa com'è questa. «Parliamo di soggetti che in modo organizzato hanno attrezzato a casa propria degli pseudo laboratori o molto più spesso girano continuativamente dotati di borsoni per le case delle clienti in barba a qualsiasi norma igienica e fiscale».
Longobardi non ha dubbi: ci sono attività irregolari che dietro il prezzo stracciato devono giocoforza nascondere risparmi illegali sui tantissimi costi che sostiene un'attività che deve essere in regola con le norme su igiene, sicurezza, tasse, i dipendenti e qualità e professionalità del personale e dei prodotti.
I danni da abusivismo sono ritenuti notevoli: dal fattore sanitario per i clienti (rischi di contrarre malattie infettive per la mancata sterilizzazione degli strumenti o la non adozione di materiale monouso, pericolo di ustioni o dermatiti, danni alle unghie o ai capelli), a quello della concorrenza sleale verso le aziende regolari, passando dalla frode fiscale allo sfruttamento del lavoro nero.
«Se un abusivo costa meno - continua Longobardi - è perché i rischi sono tutti del cliente e le sue tasse le pagano gli onesti».
Nel settore dell'estetica in particolare le norme sono molto precise. L'attività, tranne rarissime eccezioni documentabili, deve essere svolta sempre all'interno di locali idonei provvisti di impianti atti alla sterilizzazione, materiale monouso, cabine separate, servizi igienici, prodotti, strumentazione e impianti a norma ed ovviamente chi mette le mani sui clienti deve essere una estetista qualificata che ha svolto anche i corsi obbligatori di aggiornamento.
«Molto spesso l'abusivo è anche sfacciato - prosegue Longobardi - e si fa pubblicità esplicitamente su internet e sui social, diffondendo volantini nei locali o affiggendoli sui lampioni, poi nei piccoli centri il passaparola fa il resto. Dove queste tracce sono state seguite, le forze dell'ordine hanno sempre scoperto guadagni illeciti. Basti ricordare il caso dell'estetista abusiva a Rosignano denunciata per un giro d'affari di circa 500 euro al giorno, smascherato da due finanziere fintesi clienti per rifarsi le unghie. Altro che una povera disoccupata». Per contrastare il fenomeno, Cna ha un servizio di raccolta delle segnalazioni circostanziate, non anonime, di presunto abusivismo in ogni settore, che poi presenta a suo nome agli enti di controllo. Ai quali chiede un rafforzamento degli interventi. —
V.P.
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