Il Tirreno

PRIMO GIORNO DI APERTURA 

Nuovo canile e gabbie fresche I cani ospiti a caccia di carezze

Francesca Lenzi/
Nuovo canile e gabbie fresche I cani ospiti a caccia di carezze

Dopo trasferimenti e ambientamento, la struttura di Montegemoli ha aperto le porte Papi (Enpa): «La cosa megliore? Venite a trovarci e magari dateci pure una mano»

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Dopo una settimana di trasferimenti e minimo ambientamento, il canile municipale di Montegemoli ieri pomeriggio ha aperto le porte al pubblico dopo le polemiche dei giorni scorsi. Dalle 18 alle 20 associazioni, volontari, semplici cittadini, hanno potuto visitare la nuova struttura che ospita al momento i 37 cani di proprietà del Comune di Piombino, fino ai giorni scorsi divisi fra Campagnatico (canile privato), Macelli (canile sanitario) e Fiorentina (area privata).

«Ne restano 7 in adozione provvisoria che speriamo possa diventare per tutti definitiva – afferma Paolo Menicagli, tesoriere Enpa, gestore del servizio – Il canile sanitario è attualmente vuoto e lo resterà almeno fino al primo recupero di animali vaganti, in attesa della realizzazione del nuovo canile sanitario qui a Montegemoli». I cani, trasportati nella nuova struttura (con mezzo Enpa provvisto di aria condizionata) sono nei box. Cuccioli e anziani, taglie piccole, medie e grandi. Ce n’è per tutti i gusti e la maggior parte si avvicina alla rete al passaggio dei visitatori, facendo la spola fra gabbia e area di sgambatura, magari tuffandosi di tanto in tanto in una delle tre piscinette acquistate da Enpa. La prima cosa che facciamo è entrare nei box per rispondere alla critica più frequente rivolta alla decisione del trasferimento degli animali in questi giorni di caldo torrido. Nei box nuovi – con tetto a pannello in lana di roccia – si sta bene, è fresco e ventilato.

Quanto alle gabbie vecchie (rimontate a Montegemoli), che hanno la tettoia in schiuma di polistirene, ne visitiamo una esposta su due lati, quindi più soleggiata, ma il risultato è positivo e la temperatura gradevole. Sono le 17, 30 di un pomeriggio – l’ennesimo – rovente. Le cucce, presenti in ogni box, 30 grandi, 10 più piccole, sono nuove, non hanno neppure un anno. Nelle aree di sgambatura sono stati posizionati alcuni ombreggianti, utili nelle ore in cui le tettoie dei box non proteggono dal sole.

46 in totale le gabbie (ma una viene usata come area di contenimento per eventuali cani aggressivi) e le nuove sono comunicanti fra di loro a gruppi di quattro. Oltre ai box, il progetto prevedeva tre container per vari usi: servizi igienici, cucina e magazzino. Nei fatti, però, la struttura presenta in più un ambulatorio, mentre cucina e magazzino hanno trovato spazio in un solo container. In via d’opera l’impianto di irrigazione e l’arredo verde, con una parte destinata a area agility.

«Le tre situazioni che avevamo finora, Campagnatico, Macelli e Fiorentina, erano dispersive e sovraccaricavano il lavoro degli operatori – sostiene Alessandro Papi, presidente Enpa Piombino – In questi giorni stiamo cercando di capire il modo migliore di gestire il canile, ma già così va bene e le piccole cose da eventualmente migliorare saranno messe a punto lavorandoci dentro. Quanto al verde che manca, voglio essere chiaro: non potranno mai esserci alberi per fare ombra sul canile. Almeno non senza il rischio che le radici creino pericoli e danni. La temperatura va bene così. E adesso siamo nel periodo più caldo dell’anno. La cosa migliore da fare, comunque – conclude Papi – è venirci a trovare, per rendersi conto di persona. Ancora meglio, se a qualcuno verrà voglia di darci anche una mano». –

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