Il Tirreno

Vaccini 

«L’autocertificazione non protegge i nostri figli»

Valeria Parrini

La battaglia di Lara Redditi e delle mamme dei bambini trapiantati 75mila firme raccolte in pochi giorni per dire no alle novità legislative  

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PIOMBINO

Hanno superato le 75 mila firme in un paio di giorni. Probabilmente non ci speravano troppo quando dal loro gruppo Whatsapp è venuta fuori l’idea della petizione da indirizzare al presidente del Consiglio. Obiettivo, vedere riconosciuto il diritto dei figli ad andare a scuola senza prendersi un morbilo o una varicella. Perchè potrebbe essere molto rischioso.

Qualcuno le ha ribattezzate mamme guerriere. Sono accomunate da un problema. I loro bambini sono affetti da patologie del fegato rare, affrontate con il trapianto.

Nel gruppo che si sta dando da fare in tutta Italia, c’è Lara Redditi. Campigliese, dipendente del Comune di Piombino. La sua Ginevra, nove anni tra qualche mese, ha subìto il trapianto del fegato nel 2013. All’Ismett di Palermo, un centro d’eccellenza per questo tipo di intervento.

Un intervento salvavita. Non una passeggiata. Comunque, una prospettiva, nonostante le difficoltà e i rischi. Il più grande: l’immunosoppressione.

«In parole semplici, - spiega Lara Redditi - si tratta della soppressione di parte del sistema immunitario, necessaria a prevenire il possibile rigetto dell’organo trapiantato. Una condizione in cui quelle che per la grande maggioranza delle persone potrebbero essere “semplici” malattie, per i nostri bambini rappresentano il rischio di gravi complicazioni e conseguenze molto serie con effetti devastanti sul fegato trapiantato. Un rischio che può essere facilmente evitato attraveso le campagne di vaccinazione».

Una battaglia di civiltà: questa mamma e le altre raccolte nel gruppo Fb “Artresia delle vie biliari”, dal nome della malattia che ha colpito i loro bimbi, la definiscono così. Per sensibilizzare le persone e diffondere la petizione rivolta a Conte, ciascuna ha fotografato gli occhi del figlio - “perchè a quegli occhi tutti devono tanto” - e lo ha postato insieme alla descrizione del percorso affrontato. «Un percorso che nessuna di noi augurerebbe al peggior nemico», afferma Redditi. Che passa al punto: l’autocertificazione delle vaccinazioni e la cancellazione del termine del 10 luglio per presentare la documentazione a scuola inseriti nel decreto milleproroghe passato al Senato. «Si vuole veramente giocare con la pelle dei nostri bambini? Non lo permetteremo mai. Tutti i bambini hanno diritto a una protezione che un’autocertificazione non offre, perché - aggiunge - non esiste nessuna garanzia di controllo, perché non è previsto un termine certo e a scuola si può entrare anche senza, perché le conseguenze di un abuso non sarebbero limitate a chi lo commette e ricadrebbero sui più fragili. Per non parlare delle classi speciali ipotizzate dal ministro Grillo. Un sistema sanitario che funziona, che riesce a mettere in rete forme di protezione, vedrebbe vanificati i suoi sforzi».

Posizione perfettamente allineata con quella del sindaco Massimo Giuliani. «Non confuterei mai i giudizi della scienza. E’ la scienza che ci ha portato fuori dalle pandemie proprio con i vaccini e col miglioramento delle condizioni igieniche. Ogni farmaco, anche il più banale, può avere delle controindicazioni. Non torniamo al Medio Evo», taglia corto Giuliani. —

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