Finanza
«Il debito pubblico è in cima alla lista»
Il consigliere di opposizione attacca il sindaco Giannoni su opere pubbliche, teleriscaldamento e ambiente
monteverdi
L’Incipit quasi affettuoso (caro sindaco… ), il tono amichevole, ma al di là della forma la lettera aperta che il consigliere d’opposizione Alessio Anselmi ha indirizzato al primo cittadino di Monteverdi è un attacco politico in piena regola. La cui finalità è evidenziata nelle ultime righe: «Ci sono dieci mesi, caro sindaco, per chiarire alla popolazione le condizioni in cui lascerai l’amministrazione, considerato che i nostri paesani dovranno accettare la realtà». I dieci mesi a cui fa cenno (lista civica Popolo libero) sono il tempo che manca alla conclusione del mandato. Il sindaco Carlo Giannoni non potrà ripresentarsi dopo aver svolto l’incarico per tre consiliature consecutive (salvo modifiche all’attuale legge) e dunque Anselmi “si porta avanti”, vuol sapere la situazione reale delle casse comunali, in vista di una sua probabile ricandidatura. Alle ultime amministrative, è stato il consigliere più votato dell’opposizione (escluso il candidato sindaco Venturi) e secondo “vox populi” nella prossima primavera potrebbe guidare un’eterogena lista di centrodestra-centro, il cui successo non si può escludere dopo l’esito delle politiche del 4 marzo, anche a Monteverdi fortemente connotato da Lega-Forza Italia-Fdl e Cinquestelle.
Punti salienti. Anselmi dà atto a Giannoni di aver realizzato «moltissime opere di edilizia pubblica…che hanno contribuito ad abbellire il paese, ma prosciugato le casse». Opere realizzate tramite gare d’appalto «lecite». Ma, per il consigliere d’opposizione, danno «un’immagine grigia, in particolare per l’aggiudicazione». Inoltre su questi interventi «è stato investito un ingente patrimonio in progettazioni esterne», rinunciando ai risparmi possibili valorizzando le professionalità interne al comune. E si è trascurato la valorizzazione dell’abitato medievale.
Argomenti più “pesanti”. Il primo riguarda il debito con Enel per il teleriscaldamento, oltre due milioni di euro, «che potrebbero far vacillare la futura consiliatura», e del quale, sostiene , il sindaco non ha mai fatto chiarezza. Anselmi calcola che quel debito gravi sulle spalle di ogni monteverdino per oltre 3mila euro. Poi la demolizione “motu proprio del sindaco” della vecchia scuola che poteva essere consolidata e resa sicura spendendo venti volte di meno di quello che costa oggi il nuovo edificio in costruzione. Ultimo punto: «la mancanza di sensibilità in materia ambientale» per lo smaltimento rifiuti. — G.P.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
