Il Tirreno

allarme a portoferraio 

«Gli scarichi del depuratore stanno inquinando il litorale»

«Gli scarichi del depuratore stanno inquinando il litorale»

Carlo Gasparri (Fondazione Elba) mette in guardia per i rischi che sta correndo la spiaggia di Punta Rena dove finiscono le acque dell’impianto di Schiopparello

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PORTOFERRAIO

Si scaglia contro lo sversamento nel bacino delle Antiche Saline di San Giovanni attraverso il fosso della Madonnina Carlo Gasparri, referente all’Ambiente della Fondazione Elba. E riporta d’attualità il problema dell’impianto di depurazione di Schiopparello. In particolare è il deflusso delle acque reflue trattate dal depuratore verso la spiaggia di Punta della Rena, proprio al confine con il parco delle Terme di San Giovanni. «Sappiamo – dice - che è possibile ottenere l’autorizzazione per scaricare in mare reflui depurati. Ma ciò deve avvenire a una certa profondità e distanza dalla costa, dopo opportuni rilievi chimici e oceanografici che garantiscono l’esistenza di una sufficiente mescolanza». Inoltre, sempre secondo Gasparri, la scelta del luogo dove scaricare le acque depurate deve essere effettuata dopo studi scientifici e naturalistici. Ma il problema dello smaltimento delle acque reflue depurate non è tanto nei limiti chimici quanto nei parametri batteriologici. Il rischio è legato alla presenza di batteri, virus e ultravirus che passano attraverso i filtri. L’alveo del fosso della Madonnina presenta una maleodorante sacca di ristagno ricoperta di muco limaccioso, che determina condizioni d'inquinamento e eutrofizzazione delle acque. Non solo. «Sulla spiaggia della Rena – riprende - il terreno è coperto da acque basse in condizioni di circolazione naturale, data da flussi di marea con modeste escursioni, praticamente inondata che presenta condizioni di saturazione del suolo su tutto l’ecosistema, con una zona umida in sua prossimità e acque superficiali a essa connesse, di particolare importanza, in quanto habitat di uccelli acquatici. Un eco-sistema con labili equilibri ecologici, in cui le alterazioni biotiche sono molto strette e la sua comunità, può sopravvivere solo se le condizioni ecologiche permangono senza grandi perturbazioni. Per cui necessita di particolare attenzione, e quindi di misure speciali mirate alla sua conservazione, in quanto trattasi di vicenda – conclude Gasparri - dai delicati profilo igenico-sanitari con ripercussione su tutto il golfo di Portoferraio». —

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di Redazione web