Il Tirreno

LA DENUNCIA DI LEGAMBIENTE 

«Abusi e illegalità nella zona umida di Mola»

LUIGI CIGNONI
«Abusi e illegalità nella zona umida di Mola»

Il consigliere del Parco Umberto Mazzantini denuncia sporcizia, degrado e continue violazioni nella parte protetta

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capoliveri

Una situazione sempre più allarmante di un degrado crescente è quella che si è presentata agli occhi di Umberto Mazzantini, consigliere del Parco nazionale dell’arcipelago toscano, in occasione di una sua recente visita a Mola, nella zona B del parco nazionale, zona di protezione speciale e zona speciale di conservazione dell’Elba orientale. Così scrive al parco, ai sindaci di Capoliveri e Porto Azzurro, al vice prefetto, al comando dei carabinieri forestali e alla Capitaneria di porto, per denunciare lo stato delle cose e perché si prevedano interventi tempestivi. «Il varco di accesso – esordisce nella lettera - sembra allargato, quasi a favorire l’ingresso illegale delle auto e di altri mezzi motorizzati e si divide ormai in due grandi stradoni, uno vicinissimo alla spiaggia e l’altro praticamente interno alla zona umida vera e propria, nei quali durante la nostra permanenza sono circolate decine di auto (e motorini), molte delle quali sostavano sulla spiaggia o accanto alla foce del fosso di Mola». Ma il clou del degrado si è toccato quando un signore ha portato il suo gommone nel bel mezzo della zona umida per poter fare manutenzione con accanto una grossa auto, compiendo tranquillamente quel che si dovrebbe fare in un’area attrezzata e non certo in una zona pubblica e tantomeno in una zona umida protetta dalle normative nazionali ed europee. «Nonostante la spiaggia fosse stata ripulita meno di un mese fa dai volontari di Legambiente – si legge sempre nella lettera di Mazzantini - la presenza di rifiuti è impressionante ed è evidente che la costa di Mola viene non solo interessata dallo spiaggiamento di spazzatura portata dal mare ma anche dall’abbandono continuo e volontario di rifiuti lasciati dai suoi frequentatori e proprietari di imbarcazioni ormeggiate a pochi passi dalla riva o tirate in secca».

E non finisce qui. Sul lato poi di Capoliveri le vecchie imbarcazioni e pedalò e i relitti in via di disfacimento sembrano addirittura aumentati e niente sembra essere cambiato rispetto agli impegni presi da parco nazionale e comuni nella riunione convocata dalla vice- prefettura il 28 marzo 2017. Lo stesso assessore del Comune di Capoliveri allo Sviluppo e sicurezza baia Mola ebbe ad assicurare, in quell’occasione, un pronto intervento per la rimozione di barche abbandonate e relitti. Niente è stato fatto, nonostante il cartello del Comune che vieta di abbandonare rifiuti e tirare in secca barche. Le cose non vanno meglio nel Comune di Porto Azzurro. La cosiddetta “spiaggia dei cani” sembra svolgere la funzione esattamente opposta rispetto quel che probabilmente era stata pensata. I cani sono liberi, senza museruola e guinzaglio. Circolano liberamente nella zona, violando così quanto previsto dalla normativa in una zona B di un parco nazionale e provocando disturbo alla fauna. «Sono abbastanza stufo – conclude Mazzantini - di sentirmi dire stiamo attuando un progetto, abbiamo approvato un progetto, mentre a Mola si continuano a commettere abusi e illegalità e a degradare habitat e a danneggiare flora e fauna protette». —

LUIGI CIGNONI

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