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Legambiente non ci sta «Prima della firma si doveva discutere»

PIOMBINO«Ma è possibile che un ministero dell’Ambiente, peraltro guidato da movimento che fa della trasparenza il suo cavallo di battaglia, e le altre istituzioni non abbiano sentito l’esigenza di...

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«Ma è possibile che un ministero dell’Ambiente, peraltro guidato da movimento che fa della trasparenza il suo cavallo di battaglia, e le altre istituzioni non abbiano sentito l’esigenza di far conoscere i contenuti dell’accordo di programma prima della firma e non abbiano pensato a un passaggio nei consigli comunali e regionali?». È la domanda che pone Adriano Bruschi di Legambiente Val di Cornia. «In primo luogo – spiega Bruschi – Invitalia resta l’unica responsabile delle bonifiche e della gestione dei cumuli di rifiuti industriali, per i quali ha presentato un progetto che non si conosce. Avevamo chiesto di istituire una figura che facesse da raccordo per la gestione di questi interventi, ma non è cambiato nulla». Altre perplessità sono sulla gestione dei rifiuti: «In un passo dell’accordo, Jsw mette sul piatto l’ipotesi di uno stoccaggio o trattamento all’interno dell’area industriale. Secondo noi sarebbe pericoloso». Altro punto caldo è l’urbanistica: «Nell’accordo si apre già a un’ulteriore variante ancor prima della richiesta del privato. Con Rebrab non fu detto così apertamente. Stavolta è papale papale. Gli obiettivi di risanamento e sviluppo economico vengono confusi con gli interessi privati che comunque dovrebbe attenersi alla programmazione pubblica e non viceversa». —

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