Gioco
Il porticciolo mediceo gioiello da ottanta posti che ora ha bisogno di maggiore protezione
i diportisti piombinoPiombino trae dal mare molta della sua forza ed è da lì che, come molte altre città, si è sviluppata. Da Baratti al centro storico, ogni via principale parte dagli spicchi di...
i diportisti
piombino
Piombino trae dal mare molta della sua forza ed è da lì che, come molte altre città, si è sviluppata. Da Baratti al centro storico, ogni via principale parte dagli spicchi di mare presenti in prossimità dei primi insediamenti sulle coste. Così, mentre il porto principale è da sempre indicato come quello su cui tutt’ora si basa gran parte dell’economia locale e che un tempo era conosciuto come Porto Falesia o Falegi, anche il porto più antico del centro urbano ha avuto un’importanza fondamentale nello sviluppo della città. Il porticciolo mediceo è utilizzato dai diportisti ma negli anni ha conservato tutto il suo fascino antico. Questo anche se l’esigenza sarebbe di proteggerlo meglio dalle mareggiate che in quel punto colpiscono duramente.
Le vie che disegnano il percorso pedonale del centro storico partono tutte dalla suggestiva darsena. Il porticciolo antico di Marina è anche in grado di raccontare il passaggio di grandi ed illustri artisti del calibro di Guardi, Pisano e Leonardo del quale si racconta da sempre l’abitudine di osservare il mare dallo spicchio di costa ritagliato dalla scogliera di Marina per progettare invenzioni come antichi salvagente e altri ingegnosi strumenti. Risulta pertanto difficile non lasciarsi suggestionare dalla storia e dalla bellezza dei colori del mare quando si passeggia nei pressi di Marina e soprattutto sull’iconico molo che delinea l’entrata del porticciolo.
Negli ultimi quattro-cinque secoli il porticciolo ha assunto sempre di più il ruolo di porto ad uso dei cittadini e della loro passione per il mare e la pesca, tralasciando aspetti commerciali. In questo periodo l'assegnazione dei posti e la gestione del porto è affidata al Consorzio di Gestione Nautica. Solo negli ultimi 50 anni si è sentito forte il desiderio di allargare gli spazi a disposizione di quello che, ancora, rimane un porto da 80 imbarcazioni di grandezza medio piccole. Poco votato al turismo, il porticciolo conta comunque su un buon traffico estivo, sulla presenza di molti appassionati che si adoperano per riparare e preparare le barche, e sui diportisti piombinesi che da generazioni si tramandano i posti del porto più prossimo al canale. «Ci sarebbe bisogno di poter sfruttare le richieste di taxi boat e altri servizi che potrebbero risultare utili al turismo ma non abbiamo abbastanza spazio a disposizione per poterci organizzare - racconta il presidente del Consorzio, Paolo Arzilli -. Negli anni abbiamo parlato con l’amministrazione comunale di un aumento della capacità del porto, progettando anche una scogliera che chiuda lo specchio d’acqua in corrispondenza del Piazzale d’Alaggio ma ancora non siamo arrivati ad una vera e propria decisione. Adesso, per l’uso che ne facciamo, servirebbe solo poter rinforzare la scogliera che protegge l’ingresso nel porticciolo per ragioni di sicurezza». —
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