Il Tirreno

A quota 58 il numero delle piccolette emerse da Rimigliano 103 uova nel nido scavato dalle biologhe. La spiaggia torna ai naturisti 

Sei tartarughine stoppate nel percorso di risalita sono state liberate e hanno raggiunto il mare

Sei tartarughine stoppate nel percorso di risalita sono state liberate e hanno raggiunto il mare

LA STORIASei tartarughine che non riuscivano a uscire, riprese le forze, si sono tuffate in mare. A quota 58 il numero delle piccolette emerse dalla spiaggia naturista di Rimigliano sulle 103 uova...

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LA STORIA

Sei tartarughine che non riuscivano a uscire, riprese le forze, si sono tuffate in mare.

A quota 58 il numero delle piccolette emerse dalla spiaggia naturista di Rimigliano sulle 103 uova trovate; 57 gemelle “Furia”, con una prima “Et”; prima schiusa poi alla spicciolata, tra martedì e venerdì sera.

Le ultime? Soccorse dalle biologhe di TartaMare che hanno scavato in corrispondenza del cratere la sera del 3 agosto (eliminando il percorso verso il mare); chiudendo la storia di questo nido, tra i primi d’Italia depositati e schiusi.

Favola della natura cominciata la mattina del 10 giugno, nel cuore dell’isolata spiaggia naturista: la mamma tartaruga – fatto quel che doveva – si sta di nuovo tuffando in mare. Ma Andrea Nardi e Beatrice Delli ne seguono le tracce sulla sabbia e chiamano il Wwf. A breve un controllo H24: fino alla prima schiusa la notte tra il 28 e il 29 luglio. Sorveglianza continua grazie a turnazioni di volontari coordinati da Wwf e TartaMare (Osservatorio toscano biodiversità) in collaborazione con Arpat, Università di Siena, Guardia costiera e Comune di San Vincenzo.

«In tutto – spiega Luana Papetti, biologa di TartaMare – coi gusci rotti abbiamo trovato 103 uova. Indagando sulla camera abbiamo recuperato 9 tartarughine fuori dal guscio che però non sono emerse. Le analisi ci diranno che cosa le ha bloccate. Continuo il controllo sulla temperatura e sulla diversità della composizione della sabbia ai vari livelli, sabbia che sicuramente ha influito. 103 uova totali e 58 tartarughine che hanno raggiunto il mare in sicurezza. 52 da sole, soprattutto di notte, e le ultime sei le abbiamo recuperate dal cratere ma hanno raggiunto il mare dopo essersi riposate un po’ sulla sabbia asciutta. In realtà – ricorda Luana Papetti – già dopo il terzo giorno dalla prima emersione abbiamo cercato di sollecitare la ricerca in profondità perché la situazione appariva strana. Comunque è stato possibile recuperare almeno queste sei intrappolate in risalita». Tante uova non schiuse o in decomposizione. Nel totale 103, tante quante sono nate all’Elba un anno fa. «Sabbia calda, molta umidità più materiale vegetale in decomposizione – aggiunge Papetti – può aver limitato la schiusa, un 56% rispetto all’80-90%; è andata bene a metà. Adesso concentriamoci su Rosignano...».

Un conto la scienza dei numeri. Un conto l’emozione di quanti hanno condiviso l’esperienza sul campo. «Se non era per Andrea Nardi che si autodefinisce, giustamente, “il babbo” delle tartarughe... che ci ha segnalato il nido ed è stato primo a recintarlo non sarebbero nate affatto – commenta Stefano Gualerci, vicepresidente Wwf Livorno –. Esperienza impegnativa e faticosa, ma sapere che ce ne saranno alcune che porteranno con sé Rimigliano per sempre e dunque anche noi. . . ripaga tutti di tutto». L’augurio adesso è che non si tratti di un evento isolato, ma che questo splendore della natura si ripeta. –

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