La protesta
Agguati sulla Principessa per rapinare automobilisti
I banditi in alcuni casi sono arrivati da dietro con gli abbaglianti per confondere le vittime e poi aggredirle. Minacciati e derubati anche i gestori di un bar a Baratti
piombino
Le notizie corrono sui social network e ormai se ne parla diffusamente in città con una certa preoccupazione anche se - almeno per ora - non esistono conferme ufficiali da parte delle forze dell’ordine. Preoccupazione, dicevamo, dopo una serie di autentici agguati che si sono verificati ad automobilisti, principalmente donne e coppie, sulla Principessa e nella zona di Baratti da parte di una vera e propria banda di cittadini stranieri, probabilmente dell’Est Europa (hanno riferito le vittime delle rapine) che con il buio, quando la strada è molto meno trafficata, inseguono, fingono incidenti per far fermare l’auto che hanno individuato, e il più delle volte usando i fari abbaglianti, si inchiodano dietro persone che da San Vincenzo tornano a Piombino dopo aver finito di lavorare, oppure dopo una serata trascorsa con gli amici, per indurli ad arrestare l’auto. Abbaglianti fissi oppure a intermittenza per far pensare che qualcuno abbia bisogno di aiuto, oppure che dietro ci sia un’auto delle forze dell’ordine che chiede di fermarsi.
Il numero preciso degli episodi non si conosce, ma da indiscrezioni si sa che sia al commissariato di polizia che al comando dei carabinieri, sono state presentate alcune denunce.
Tra le vittime una donna di Piombino che viaggiava da sola tornando da San Vincenzo, e che - tampinata da un’auto con gli abbaglianti - ha cercato di fuggire ma non c’è riuscita. Il rapinatore - in questo caso solitario - con estrema decisione l’ha inseguita, le ha tagliato la strada, e dopo averla minacciata le ha portato via la borsa. Una coppia è stata invece rapinata (questa volta da due o più persone) a un distributore di benzina self service sempre di sera. E stessa sorte è toccata a due giovani gestori di un bar a Baratti, in questa occasione non sulla strada, ma alla chiusura del locale.
I banditi sono usciti fuori dal buio, e dopo le minacce si sono fatti consegnare l’incasso. Carabinieri e polizia stanno scandagliando la zona cercando di venire a capo di una situazione che in passato, a Piombino e nel circondario, non si era mai verificata. Almeno con questa frequenza ed escludendo i casi isolati. Ma anche le descrizioni dei rapinatori fatte dalle vittime, non sempre coincidono. Il sospetto è che si tratti di un gruppetto di malviventi che all’occorrenza si divide per compiere i colpi.
Ed è anche possibile che si tratti di rapinatori arrivati da un’altra zona, che hanno individuato la Principessa e la zona di Baratti, come luogo adatto per i loro raid, compiuti i quali si allontanano e tornano nelle zone dove abitano, per poi scegliere un’altra zona.
Le speranze di poterli acciuffare sono riposte soprattutto nelle foto segnaletiche di pregiudicati, oppure sugli appostamenti e sui posti di blocco che sono stati istituiti, ma le indagini si stanno rivelando molto difficili. Non siamo di fronte a professionisti - questo è certo - ma a persone che agiscono con estrema durezza e determinazione. L’allarme sociale c’è, in città sono molte le persone che parlano di questi fatti. Fari nella notte che accecano all’improvviso e poi i banditi che spuntano dal nulla. E purtroppo non è una leggenda metropolitana, ma si parla di fatti reali. —
P.C.
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