Il Tirreno

Jindal si presenta «Faremo impianti che rispetteranno città e ambiente»

Claudia Guarino
Jindal si presenta «Faremo impianti che rispetteranno città e ambiente»

Teatro al completo per la presentazione del nuovo patron «Questa città è bellissima, merita un lavoro adeguato»

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PIOMBINO. Tutti gli occhi erano puntati su di lui. Sguardi di fiducia e voglia di riscatto, ma, nello stesso tempo, volti segnati da una crisi che, anno dopo anno, ha martoriato il tessuto sociale cittadino, colpendo il cuore industriale di Piombino e lasciando un segno indelebile nell’anima della comunità tutta. Adesso la speranza di rialzare la testa ha un nome ed è quello di Sajjan Jindal. Completo chiaro e volto pulito, ieri il magnate indiano e Ceo di Jsw Steel, azienda che ha recentemente acquistato le acciaierie di Piombino sottoscrivendo anche l’accordo di programma con le istituzioni, ha incontrato al Metropolitan, insieme ad alcuni membri del gruppo e ai rappresentanti delle istituzioni, gli operai piombinesi. «Vi garantisco che Piombino diventerà uno dei più importanti poli produttori di acciaio a livello europeo», ha detto Jindal, rivolgendosi a una platea al completo. «Dobbiamo portare gli impianti al massimo delle capacità e far sì che il porto si sviluppi – ha aggiunto l’imprenditore -. Vogliamo costruire una nuova acciaieria, che funzioni nel rispetto dell’ambiente. Piombino è una bella città, abitata da belle persone. Per questo realizzeremo impianti caratterizzati dalla stessa bellezza, così da poter lavorare e vivere in armonia con il territorio».

Sajjan Jindal ha dunque ribadito la volontà di trasformare Piombino in un polo siderurgico di eccellenza, raggiungendo i traguardi prefissati nel minor tempo possibile. Il primo passo, in tal senso, sarà la partenza dei treni di laminazione «con l’arrivo, a Piombino, della prima nave di blumi previsto per la seconda metà di agosto. Arriverà quanto prima anche un carico di billette per la realizzazione di barre», ha detto l’ex ad di Aferpi Fausto Azzi, il quale ha presentato ai lavoratori l’attività di Jsw e ha illustrato gli obiettivi che il gruppo intende raggiungere a Piombino. Nei prossimi 18 mesi Jsw lavorerà a uno studio di fattibilità per la realizzazione di nuove strutture «in grado di colare acciaio – ha aggiunto Azzi -. Saranno, nello stesso tempo, studiate le attività di demolizione per poter liberare le aree. Tutto questo entro il 2019, ma la speranza è di riuscire a concludere anche prima». La seconda fase del piano, in avvio nel 2020, prevede invece la costruzione di due forni elettrici in grado di produrre circa 3 milioni di tonnellate di acciaio all’anno e, eventualmente, «la creazione di un terzo forno per dar vita a prodotti lunghi», ha concluso Azzi.

Sull’occupazione, durante l’incontro al Metropolitan, non è stato aggiunto niente di nuovo rispetto a quanto già annunciato nei giorni scorsi, con l’impegno da parte dell’azienda di cercare di mantenere i posti di lavoro attuali. «Non voglio fare troppe promesse – ha detto Jindal - Credo che dobbiamo lavorare e fare progressi, per poi capire come le cose cresceranno». Quella dell’occupazione rimane tuttavia una delle priorità per quanti, seduti ieri sulle poltroncine del Metropolitan, hanno vissuto anni difficili, caratterizzati da scarsità di lavoro e tagli in busta paga. «Vorremmo garanzie sulla copertura salariale. Nel frattempo siamo pronti a formarci nel miglior modo possibile», ha commentato Goffredo Puliti, operaio Aferpi. Una necessità, quella dello stipendio, ribadita anche da Fausto Fagioli, segretario Fim, secondo il quale «siamo consapevoli che il business plan di Jindal richiede tempo. Abbiamo dunque chiesto un incontro al ministro Di Maio per avere garanzie sugli ammortizzatori». Lo stato d’animo dei più, comunque, sembra imprtontato a maggiore ottimismo rispetto a quello mostrato quando a Piombino sbarcò Rebrab. «Dobbiamo riprendere a colare acciaio. Siamo più fiduciosi, ma aspettiamo i fatti», ha affermato l’operaio Luca Bernardini. «Se Jindal realizzasse il progetto di cui ha parlato, nel rispetto nella sicurezza e del salario dei lavoratori, allora si aprirebbe una nuova epoca. Ma solo i fatti lo dimostreranno», ha invece commentato Paolo Francini, Camping Cig. Alla fine dell’incontro con gli operai, Sajjan Jindal è uscito dalla porta sul retro del teatro. Giusto il tempo per rispondere a un paio di domande del Tirreno prima di salire in auto. «Rimarrò in città solo per altre due ore – ha detto –. Ma a settembre tornerò. Piombino è una città bellissima». —


 

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