Gioco
La prima è "Et", sta male ma ce la farà poi 44 tartarughine in mare come "Furia"
Il racconto di Wwf e TartaMare. Così è cominciata la schiusa delle uova di tartaruga marina
RIMIGLIANO. Il cratere si abbassa sempre più ogni attimo che passa. La prima delle tartarughine si affaccia sulla notte, stirando il collo in avanti, lo farà per un bel po’senza più muoversi... sarà chiamata "Et".
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Sabato sera, 21, 20: tra quell’attimo e le 1, 40 di domenica di piccolette ne usciranno 45. Tutte si guadagneranno il mare, anche la prima che aveva fatto temere il peggio proprio come il piccolo extra terrestre di Spielberg.
Vista la fretta di raggiungere la battigia tutte le altre sarannno "Furia" (e non solo perché come il cavallo del West).
A Rimigliano il brusio ininterrotto dell’attesa diventa silenzio. Qualcuno ci prova col flash, ma bastano una paio di richiami decisi da Tartamare e Wwf perché resti solo buio.
Luna piena che si riflette sul mare indicando la strada. Luci rosse (e poche). Persone tante (con picchi di 120) a ridosso del corridoio verso il mare. Questa parte di bosco e di spiaggia naturista non è mai stata così frequentata a quest’ora. La prima tartarughina resta ferma lì, senza muoversi, ecco i primi timori che sia morta... invece no, magari è la fatica che dev’essere stata tanta.
Alle sue spalle eccole, decise in piccoli gruppi si arrampicano sul cratere eppoi via seguite nel corridoio dalle biologhe di TartaMare e dai volontari Wwf. Poter solo guardare la sabbia che sembra “rotolare” verso il mare: ma no, sono le tartarughine di 4-5 centimetri, tutte pinne, così piccole così inconsapevolmente coraggiose: indimenticabile.
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Qui la notte della schiusa delle uova e pronti ad accoglierle domenica sera Luana Papetti, biologa TartaMare (Osservatorio toscano biodiversità), Stefano Gualerci vicepresidente Wwf Livorno insieme a Giovanni Bottausci, volontario Wwf che le ha “sorvegliate” sin dal 10 giugno; non poteva mancare la coppia che il nido lo ha segnalato Beatrice Delli e Andrea Nardi.
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La natura meglio di qualunque orologio d’alta precisione. «Le indicazioni – spiega Luana Papetti – arrivano direttamente dalla differenza della temperatura tra superficie e profondità che di notte s’inverte. Così si risvegliano i sensi delle tartarughe...e c’è la schiusa delle uova. Alla fine anche la prima tartaruga ce l’ha fatta – assicura la biologa – è rimasta per tre ore col collo all’insù... le altre? Rapidissime, Furia in onore anche del signor Furio di San Vincenzo che cura da sempre la spiaggia dove sono nate. Ne attendiamo altrettante su tre giorni». A dare il cambio a Tartamare Arpat e Università di Siena. In regia sempre Guardia costiera e Comune di San Vincenzo. «Solo luce rossa – sottolinea Papetti – perché quella bianca disorienta le tartarughine, perfettamente indirizzate dalla luna piena che si riflette sul mare. Eccezionale la schiusa a piccolo gruppi di 5 o sei, tutte subito in mare».
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Imperdibile per Beatrice Delli e Andrea Nardi (grazie alla loro telefonata al Wwf, l’inidviduazione del nido): «Dopo tanti documentari – ricordano – impossibile non riconoscere l’avvallamento lasciato da mamma tartaruga e soprattutto le tracce lasciate... quante volte abbiamo percorso questa spiaggia la mattina del 10 giugno... e poi, qui, a vederle nascere».
Giovanni Bottausci arriva allo stand di Rimigliano portansosi una scatola con tre pettirossi da portare al Cruma Lipu a Livorno «perché il pronto soccorso animali selvatici non si ferma – spiega – Stasera questi uccellini aspetteranno la schiusa con noi... Questi giorni sono stati davvero molto impegnativi ma bellissimi. Portare mia figlia a vedere questo evento mi ha riempito di gioia... un caso raro ma che ora potrebbe ripetersi. Un bellissimo esempio di biodiversità>.
«Esperienza unica – aggiunge Stefano Gualerci vicepresidente Wwf Livorno –. Un’impresa così lunga faticosa, oltre a rapporti con parti istituzionali e scientifiche. Per i volontari di sempre ma pure per le tante persone coinvolte per la prima volta. . . bellissimo aver accompagnato le tartarughine, tutte e 45, sane e salve fino all’onda lunga e vederle nuotare...».
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Un’altra lunga notte – emozionante e indimenticabile – vicino all’incubatrice di Rimigliano, tra i primi nidi di tartaruga depositati e schiusi quest’anno.
Sabbia di Rimigliano incubatrice eccellente. Zona quasi deserta, nel cuore della spiaggia naturista, a Rimigliano: la mamma tartaruga – fatto quel che doveva – si sta di nuovo tuffando in mare. Ma Andrea Nardi e Beatrice Delli, seguono le tracce sulla sabbia che già ha visto tante volte nei filmati naturalistici di tutto il mondo e chiamano il Wwf. È il 10 giugno. A breve comincerà un controllo H24 sul nido di caretta caretta: fino alla schiusa la notte tra il 28 e il 29 luglio. Il 12 agosto 2017 l'eccezionale emersione a Marina di Campo: alla fine saranno 103 tartarughine.
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