La protesta
Variante a Venturina per abbattere l’ex Comer e insediare nuove attività
La porta nord della cittadina cambierà radicalmente volto con strutture direzionali, due di vendita di medie dimensioni, e una viabilità rivoluzionata
VENTURINA. Nella seduta di domani il consiglio comunale vede tra i punti in discussione l’avvio del procedimento per una variante al Regolamento urbanistico finalizzata a riqualificare l’area nord di Venturina. Si accelerano quindi i tempi di riordino dell’area senza aumentare i volumi esistenti e creando un’area di servizi e spazi verdi che si inseriscano meglio con le aree circostanti.
«Questa era già stata classificata “area critica” per l’inadeguatezza della attività esistente, del proprio posizionamento e ora che è dismessa si è aggravata la situazione di degrado proprio all'ingresso del paese nella zona termale - commenta la sindaca Rossana Soffritti -. Il Ru prevedeva la possibilità di realizzare alloggi per sostituire i magazzini dismessi dell’ex Comer, ma la crisi edilizia rende più difficile la realizzazione di un intervento simile». Si va comunque nella direzione di riqualificare la cosiddetta “porta nord” di Venturina Terme. La giunta ha ritenuto opportuno adottare una specifica variante al Regolamento urbanistico per promuovere la riqualificazione del complesso edilizio e delle aree di pertinenza della ex Comer, che già erano individuate come area critica dal Piano Strutturale del 2007. Ecco allora la scelta di intervenire di necessità con una variante attraverso alcune azioni prioritarie: consentire la demolizione complessiva degli edifici e dei manufatti precari presenti all’interno dell'area di trasformazione e, conseguentemente, recupero integrale di tutta la superficie utile per la realizzazione di nuovi edifici con un progetto urbanistico e architettonico di qualità per creare una nuova porta urbana e un “effetto città” attualmente debole e non coerente con le potenzialità di un paese termale.
Con il recupero della superficie esistente si potrà consentire la realizzazione di almeno due medie strutture di vendita alimentare e/o non alimentare per un massimo complessivo di 1.300 mq di superficie di vendita, poi attività commerciali, direzionali e di servizio nella parte residua, al netto degli spazi per depositi, magazzini ed altri servizi di supporto. Vietato l’insediamento di esercizi di vicinato, mentre sempre nell’ambito della superficie utile lorda da recuperare, potrà essere realizzata una struttura di supporto per lo svolgimento di un “mercatale” di produttori locali. Dovrà anche essere studiata una viabilità adeguata. L’intervento comporta la mitigazione del rischio idrogeologico, la restituzione di spazi urbani e, al tempo stesso non precludere la creazione di collegamenti con le aree a verde in prossimità del parco dei Laghetti che attualmente è accessibile soltanto da via dei Molini di Fondo.
I nuovi edifici saranno articolati in modo da formare micro-spazi collettivi, percorsi e aree verdi collegati fra loro; inoltre l’area dovrà essere messo in relazione anche con il Parco Termale. —
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