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Tribunale elbano, i sindaci compatti: «Decreto ingiusto» Lettera al governo
I primi cittadini hanno firmato un documento unitario «Con questo provvedimento si crea una situazione iniqua»
PORTOFERRAIO
Tutti compatti i sette sindaci elbani, contro la chiusura della sezione distaccata del tribunale. Le loro firme sono state apposte in calce ad una lettera inviata dal sindaco di Portoferraio, Mario Ferrari in qualità di presidente della Conferenza dei sindaci, al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e al ministro degli Interni, Matteo Salvini per chiedere di prevedere la proroga fino al 2022 anche per il tribunale elbano ( e non solo per quello di Ischia come invece sembra riportare la bozza di decreto) che, in caso contrario, dovrebbe chiudere definitivamente il 31 dicembre prossimo.
«Il processo di razionalizzazione e concentrazione delle sedi giudiziarie, avviato dai precedenti governi con la soppressione di tante sedi distaccate – si legge nella lettera sottoscritta dai sindaci - fino a qui ha giustamente salvaguardato le sedi delle isole minori, con una serie di proroghe. Queste hanno consentito a popolazioni, già afflitte dai disagi dei collegamenti, di poter continuare ad accedere normalmente alla giustizia come la Costituzione assicura». Il tribunale elbano doveva infatti chiudere il 31 dicembre 2016, una proroga di due anni ha consentito la prosecuzione dell’attività che oggi sembra di nuovo a rischio.
«Nella scadenza delle proroghe in questione – scrivono i sindaci ai referenti del governo centrale - il governo sembra intenzionato ad adottare un decreto legge che, come si apprende dalle anticipazioni, farebbe salva solo la sede distaccata di Ischia escludendo Portoferraio. Se ciò fosse vero, si perpetrerebbe ai danni di un territorio, che conta più di 30mila abitanti, un’evidente ed irragionevole ingiustizia che i sottoscritti sindaci chiedono sia scongiurata». I sindaci ricordano nella lettera che l’attuale ministro che ha proposta la norma, quando era parlamentare si era fatto paladino delle istanze elbane schierandosi a favore del mantenimento del Tribunale di Portoferraio «riconoscendo - ribadiscono - il giusto diritto della popolazione isolana a godere della tutela giudiziaria, senza dover affrontare i costi e i disagi dei quotidiani collegamenti marittimi. Se è vero che il programma di governo dell'attuale maggioranza prevede di riportare gli uffici giudiziari più vicino ai cittadini, è evidente che una politica discriminatoria tra isola ed isola, come quella che si profila, smentirebbe in modo clamoroso questo obiettivo». Una linea che ha unito i sindaci. «Mai come in questo momento – ha commentato Mario Ferrari – era importante dimostrare che l’isola, quando è necessario, sa muoversi in maniera decisa ed unitaria. Dopo questa presa di posizione istituzionale attendiamo una risposta certa alle legittime istanze del nostro territorio, che non può più essere sottoposto agli umori della politica in questioni di vitale importanza come quella del diritto alla giustizia». —
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