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Assemblea alla portineria I sindacati sono mobilitati
LO SCENARIOLa firma è archiviata. L’ex Lucchini ha un nuovo interlocutore industriale. A questo punto la partita più delicata, quella del lavoro, può iniziare ufficialmente. Lo sanno bene i sindacati...
LO SCENARIO
La firma è archiviata. L’ex Lucchini ha un nuovo interlocutore industriale. A questo punto la partita più delicata, quella del lavoro, può iniziare ufficialmente. Lo sanno bene i sindacati che ieri erano presenti a Roma per la firma dell’accordo di programma. I responsabili locali e i coordinatori regionali di Fim, Uilm e Fiom hanno avuto un breve incontro con le istituzioni e con gli emissari dell’azienda, ma contano di sedersi al tavolo il prima possibile per entrare nel vivo della trattativa e per conoscere i dettagli dell’accordo di programma e del piano industriale che entrerà a regime nel 2025. Questa mattina alle 9 davanti alla portineria dello stabilimento i lavoratori sono chiamati a raccolta nel corso di un’assemblea aperta nel corso della quale si farà il punto, in seguito alle novità emerse a Roma.
La priorità per i sindacati è sedersi quanto prima al tavolo con il ministero del lavoro per parlare degli ammortizzatori sociali. «Devono essere adeguati sia per durata sia per trattamento economico», fanno sapere dai sindacati. I lavoratori in forza allo stabilimento sono circa 2mila (indotto escluso). Con la ripartenza dei tre laminatoi rientreranno 435 lavoratori. Poi nel 2019 il via alle demolizioni, lo studio di fattibilità della nuova acciaieria elettrica e l’impiego di 635 dipendenti, che diventeranno 705 nel 2020, quando partiranno investimenti compresi tra 850 milioni e un miliardo e 50 milioni per realizzare in due anni due forni elettrici da alimentare col preridotto per produrre coils, oltre a un laminatoio dedicato. Alla fine rientreranno tra i 650 e gli 800 lavoratori, che diventeranno in totale 1350-1500. —
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