Italia
Ci sono rocce ciclopiche a sorreggere “Le Logge” e una strada antichissima narra l’origine dell’Acropoli
lo scavoRocce ciclopiche proprio sotto “Le Logge”, a ridosso di una strada antichissima: inattesi pezzi del puzzle che racconta l’origine dell’Acropoli. Nuove scoperte, a Populonia, grazie alla prima...
lo scavo
Rocce ciclopiche proprio sotto “Le Logge”, a ridosso di una strada antichissima: inattesi pezzi del puzzle che racconta l’origine dell’Acropoli. Nuove scoperte, a Populonia, grazie alla prima campagna scavo – appena conclusa – e che ha visto impegnati dieci studenti italiani e canadesi.
Ricerche che rientrano in un accordo di collaborazione tra Soprintendenza archeologica, Università di Siena e University of Toronto.
Direttore dello scavo, per la Soprintendenza, Andrea Camilli; coordinatori sul campo Cynthia Mascione e Stefano Camporeale (Università di Siena) con Seth Bernard (per Toronto). Della partita, ovviamente, Parchi che ha organizzato incontri tra visitatori e ricercatori. «Importante – ricorda Marta Coccoluto coordinatrice del parco archeologico – mantenere salda la concatenazione tra la ricerca, da sempre considerata strategica per lo sviluppo del parco e la fruizione, con visite guidate e trekking archeologici agli scavi in corso, più successiva valorizzazione».
Qui viene facile visto che “Le Logge” sono uno dei monumenti più rappresentativi.
«L’area di scavo – spiega Camporeale – si trova ai piedi del grandioso muro di terrazzamento chiamato “Le Logge”, costruito tra la fine del II e gli inizi del I secolo a. C. , la cui mole domina il panorama dell’acropoli di Populonia. A valle l’area è delimitata da un altro muro di terrazzamento che funge anche da limite di una residenza (domus) aristocratica (datata alla metà del II secolo a. C.) , nella quale si trova un piccolo bagno privato riccamente decorato con mosaici e intonaci dipinti».
«Nella zona scavata – conferma Cynthia Mascione – si può ricostruire un importante asse viario che si dipartiva dalla grande strada basolata che collegava il centro religioso della città dove sono collocati tre grandi templi e l’edificio de “Le Logge”. Gli scavi hanno rivelato una stratificazione molto densa formata dalla sovrapposizione di pavimentazioni stradali consumate dal passaggio di carri e persone e, dunque, continuamente riparate e sottoposte a manutenzione. Queste testimonianze – sottolinea Cynthia Mascione – dimostrano che la strada ha mantenuto una sua importanza nell’arco di diversi secoli, anche dopo il quasi totale abbandono dell’area abitata dell’acropoli successiva al’80 a. C. circa. Negli strati di ripristino della carreggiata furono gettati e riutilizzati materiali di scarto di diversa natura: macerie provenienti da demolizioni di edifici, inclusi laterizi con i marchi dei produttori e frammenti di intonaci dipinti. Ceramiche locali e importate, ad esempio numerosi piatti verniciati di nero con graffiti antichi, già utilizzati per la mensa o per scopi rituali. Utensili di bronzo, osso, piombo, ferro. Lo studio di questo materiale aiuterà a chiarire la questione fondamentale, ancora discussa, della storia di Populonia tra l’età imperiale romana e il Medioevo».
Tra i solchi lasciati dai carri i ricercatori hanno trovato persino un pettine. Basta scavare per riuscire, qui, persino ancora ad essere sorpresi dalla (nostra) storia. –
CECILIA CECCHI
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