Il Tirreno

presentato da asa 

Depuratore, progetto per produrre concimi destinati all’agricoltura

Un investimento di circa dieci milioni di euro e che riguarda anche gli impianti di Cecina e di Livorno.«Si abbatteranno costi e tariffe delle bollette»

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PIOMBINO. Appesantiscono già la bolletta dell’acqua. Ma il carico potrebbe anche raddoppiare nell’arco di tre anni. È la prospettiva che muove il gestore del servizio idrico integrato Asa Spa a trovare una soluzione per gestire e smaltire i fanghi biologici che risultano dai processi di depurazione delle acque civili. Il costo per l’azienda è già nell’ordine dei 2 milioni di euro all’anno per liberarsi di 15mila tonnellate di materiale in impianti del Nord Italia, dove vengono convertiti in ammendante per l’agricoltura, e in parte in inceneritori o smaltiti in discarica. Lo impone la normativa, che li considera rifiuti speciali non pericolosi. E che dal 2016 ha escluso la possibilità di spandimento diretto nei campi. L’idea è di ricavarne energia e concime di alta qualità realizzando tre impianti da attrezzare nei depuratori di Piombino, Livorno e Cecina.

Un progetto di economia circolare. Così viene presentata l’iniziativa dal presidente Asa Andrea Guerrini e dal collega del Polo tecnologico Magona di Cecina Vincenzo Argentieri. La collaborazione affida al Polo, che ha specifiche competenze in campo chimico, il ruolo di certificare i prodotti e i processi industriali, oltre alla verifica sul piano economico e ambientale, delle soluzioni che potranno essere messe in campo. E per queste ultime Asa ha già lanciato una manifestazione di interesse pubblico per individuare le soluzioni tecnologiche e i partner con cui sviluppare i progetti.

L’idea prende corpo dopo due anni di studio da parte dei tecnici Asa anche in collaborazione con lo spin off dell’Università di Pisa Tellus con cui è stata fatta una caratterizzazione dei terreni regionali per valutare le tipologie di ammendante e concime con maggior prospettiva di impiego. Gli ingegneri di Asa Barbara La Comba e Michele Del Corso indicano la prospettiva.

Tre anni per essere a regime. Investimenti nell’ordine di una decina di milioni di euro. Il primo impianto da realizzare a Piombino, dove è già in corso l’ammodernamento del depuratore. Qui si pensa a produrre ammendante e concime per l’agricoltura. Materiale che verrebbe consegnato gratuitamente alle imprese agricole a cui resterebbe in carico solo l’onere dello spandimento. Nel caso di Livorno e Cecina, invece, si pensa a produrre biogas per soddisfare il fabbisogno energetico dei depuratori e con una parte del materiale del combustibile pellet.

Sullo sfondo il risultato finale a cui aspira Asa è di ridurre del 50% il costo che attualmente si trova a sostenere per smaltire i fanghi di depurazione. «Dobbiamo correre perché si tratta di un problema destinato a crescere a fronte di un caos normativo – dice Guerrini –. L’Autorità idrica toscana ci chiede di ridurre i costi operativi per lo smaltimento dei fanghi. Il rischio è che si debba sostenere i costi per conferirli all’estero». –

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