Sicurezza
Con gli archeologi per conoscere le storie degli Etruschi e il mare tra scavi e musei
vivere la STORIALuglio di celebrazioni e di iniziative di conoscenza e promozione della storia locale e del territorio. Festa per il ventennale dall’inaugurazione del primo lotto dellla Parchi, la...
vivere la STORIA
Luglio di celebrazioni e di iniziative di conoscenza e promozione della storia locale e del territorio. Festa per il ventennale dall’inaugurazione del primo lotto dellla Parchi, la necropili di San Cerbone e quansi in contemporanea anche per i dieci anni di scavi nell’area di Poggio del Molino.
Questo weekend sarà dedicato alle serate di archeologia per conoscere più direttamente chi si occupa delle ricerche. Si comincia stasera alle 21,15 al museo archeologico di Piombino. Qui Franco Cambi e Cynthia Mascione, archeologi dell’Università di Siena da anni impegnati in ricerche archeologiche nella città e nel territorio di Populonia, terranno una conferenza dal titolo: “La prosperità e la paura. Populonia e le sue cinte murarie”.
Domani, alle 19, l’inaugurazione al museo etrusco di Populonia Collezione Gasparri (Castello di Populonia) la mostra temporanea “Sapere di mare. L’uomo e il mare un legame millenario”.
In Cittadella. Al centro dell’incontro le novità delle mura e della città di Populonia che, oltre ad essere l’unica città etrusca fondata sul mare, come disse il geografo greco Strabone, fu anche, e questo lo dicono gli archeologi, l’unica città etrusca a conservare intatta la sua prosperità durante i decenni tra la metà del V e il IV secolo a. C. . Non è chiaro se questa prosperità sia dovuta solo al grande traffico di minerali, di lingotti e di strumenti e armi in ferro oppure se, più generalmente, Populonia poté contare su uno straordinario bacino di approvvigionamento fatto di agricoltura, allevamento, produzione del sale, commercio, estrazione di materiali da costruzione.
In ogni caso, continuò ad essere città prospera e capace di investire, proprio grazie alla grande disponibilità di risorse pure in imponenti opere di urbanizzazione. Fra queste ci sono le imponenti cinte murarie. Non possiamo sapere se a costruire le mura furono gli ultimi Etruschi preoccupati per la crescente pressione romana nel Tirreno oppure, pochi decenni dopo, gli stessi Romani preoccupati dalle iniziative dei Cartaginesi. Obiettivo continuare a studiare questa città, prima etrusca e poi romana, caratterizzata da un paesaggio ancora oggi di straordinaria bellezza, con una storia lunga e affascinante.
Sapere di mare. Da domani al museo etrusco di Populonia a “Sapere di mare. L’uomo e il mare un legame millenario”. L’esposizione, curata dagli archeologi Giorgio Baratti (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) e Carolina Megale (museo etrusco di Populonia e responsabile dell’area archeologica di Poggio del Molino), è realizzata in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati, che in attesa dell’apertura del nuovo Museo di Arte etrusca di Milano ha scelto di esporre in anteprima in questa sede una piccola selezione di reperti della collezione. «Populonia, l’unica città etrusca fondata sul mare – spiega Megale – si presta più di ogni altra a raccontare il legame, vario e complesso, che si è instaurato nel corso del I millennio a. C. tra l’uomo e il mare. Sapere di mare vuol dire conoscere, imparare, esplorare, scambiare, assaggiare, significa transculturale, dialogare, contaminare, colorare, imitare». C.C. –
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