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Muore con la moto operaio di 55 anni. Terribile scontro con un’auto di turisti
Secondo i primi accertamenti della Polstrada il conducente della macchina non avrebbe dato la precedenza
SUVERETO. Uno schianto contro un’auto è stato fatale per Enrico Fossi, 55 anni, morto martedì 17 luglio in località Pisana, lungo la 398, strada che da Cafaggio porta a Suvereto. L’incidente, terribile, di cui l’uomo è rimasto vittima, è avvenuto intorno alle 10,15 e ha coinvolto una famiglia svizzera, al chilometro 30+600 nel comune di Suvereto. I turisti si stavano recando da Suvereto verso Campiglia, quando a un tratto hanno svoltato a sinistra per immettersi in una strada.In quel momento Enrico Fossi, in motocicletta, arrivava di fronte e ha preso in pieno la macchina degli svizzeri, nella parte laterale destra.
Secondo le prime ricostruzioni, sembra che l’auto non abbia ceduto la precedenza alla moto.Tremendo l’impatto per il motociclista, sbalzato di sella e rimasto a terra dopo il colpo.
Avvisato il 118, sul posto sono in pochi minuti intervenuti tre ambulanze arrivate dalla Croce Rossa di Venturina e da quella di Suvereto, e dopo un po’ anche l’elisoccorso Pegaso allertato da uno dei medici.
Gli operatori hanno tentato di tutto per salvarlo ma purtroppo per Fossi non c’è stato nulla da fare. L’uomo è deceduto in poco tempo a causa delle conseguenze del tremendo schianto.
La polizia stradale di Venturina si è occupata di effettuare i rilievi per stabilire la dinamica dell’incidente. La salma è stata poi portata all’obitorio di Suvereto, mentre la motocicletta di Fossi e l’auto della famiglia di turisti sono state sequestrate e messe a disposizione della Procura di Livorno, che ha aperto un fascicolo.Il conducente dell’auto, 41 anni, viaggiava insieme alla moglie e ai loro due figli, un bimbo di 4 anni e una bimba di 6. Tutti e quattro sono stati portati all’ospedale Villamarina di Piombino per gli opportuni accertamenti. Lievemente ferite la signora e la figlia perché erano sedute lato passeggero, che ha subito l’impatto con la moto di Fossi: i medici hanno dato dieci giorni di prognosi alla signora, mentre la bambina è rimasta sotto osservazione, anche nella notte, ma sembra che non sia nulla di grave. Campigliese, del 1963, Enrico Fossi viveva nella frazione di Cafaggio, proprio a poca distanza da dove ha perso la vita. La sua morte ha sconcertato un’intera comunità: una vita troncata troppo presto, ripetono in tanti ancora increduli.
L’uomo era separato dalla moglie, Patrizia, suveretana, e lascia due figli, un maschio e una femmina.
Lavorava alle acciaierie di Piombino come attrezzista al treno rotaie, dopo essere stato per anni dipendente di un’azienda meccanica di Venturina.
Tanti i messaggi di cordoglio e di affetto che sono stati lasciati nel suo profilo Facebook da chi lo conosceva, e che lo descrivono come una persona umile, semplice e grande lavoratore.
Addolorata anche la sindaca di Campiglia. «Lo conoscevo - ha detto Rossana Soffritti - Non avevo confidenza ma ci ho parlato molte volte. Mi dispiace molto. Un altro incidente porta via una persona giovane».
Scenario di questa tragedia, ancora una volta la 398, la Suveretana, strada insidiosa per com’è piena di curve e con tratti che vengono percorsi anche a velocità elevate. Quello che si è portato via Enrico Fossi è l’ennesimo incidente che si verifica lungo quella strada, che purtroppo conta negli anni passati altre vittime.
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