Italia
Il sindaco Giuliani «Altro che accuse all’Elba dovrebbero solo ringraziarci»
«Mi accusano per la 398 ma loro dove erano in questi anni? Ho chiesto la tassa di imbarco perché ne abbiamo diritto»
piombino
Nessuna sindrome di accerchiamento, ma certo è che le ultime frasi rivoltegli dai sindaci Barbetti (Capoliveri) e Ferrari (Portoferraio), dopo la lettera inviata al ministro delle Infrastrutture Toninelli, lo hanno indispettito. Ciò malgrado, il sindaco di Piombino Massimo Giuliani ribadisce la necessità di trovare una soluzione per “ammorbidire” danni e costi che subisce Piombino soprattutto nei fine settimana, e replica alle “accuse” dei colleghi elbani, ma senza scomporsi troppo, e ripetendo che dopo «non ne parlerà più».
Si aspettava che dall’Elba lo accusassero di voler speculare sul flusso di turisti e di non essere stato in grado di fare la 398?
«Sono sorpreso. Aldilà che la 398 non risolverà tutti i problemi, ci sono altre cose che si potrebbero fare in un clima di collaborazione, come aree di sosta sul porto per chi aspetta le navi più grandi. Va creato spazio, e guardare un po’ anche alle navi che vengono utilizzate dalle compagnie di navigazione, spesso obsolete perché “tappare” falle”dirottate” in altri porti. Mi sembra che sulle code ci sia un concorso di cause che non riguarda certo solo la 398».
Ma da dove nasce questo livore di alcuni sindaci elbani nei confronti di lei, e forse anche della città?
«L’incipit? Ricordo quel giorno che il presidente degli Albergatori dell’Elba ha detto che è colpa di Piombino se non arrivano abbastanza turisti all’Elba. Posizione sbagliata. Quel signore dovrebbe telefnarci e ringraziarci per quello che facciamo, le spese che sosteniamo e i danni che subiamo, senza intascare alcunché. A me della tassa di sbarco dell’Elba non interessa, ho scritto al ministro ben conoscendo le normative: a Piombino nel 2017 abbiamo intascato 400mila euro di tassa di soggiorno (su 812mila presenze). Vista l’incompatibilità, rinuncerei volentieri alla tassa di soggiorno per quella di imbarco. Ho scritto a Toninelli che quella legge è comunque incompleta, perché se ho delle spese, voglio almeno i soldi e un minimo di ristoro per i disagi sociali. E ho anche sostenuto che l’Autorità portuale dovrebbe dedicare parte dei suoi proventi per concorrere con noi alla vigilanza stradale, la guardiania, e tutto il resto».
Quindi non sono attacchi giustificabili?
«Ma, io non mi sono mai lanciato contro l’Elba, anzi dovremmo collaborare per risolvere i problemi. Ma che Barbetti mi venga a dire che è colpa mia perché non si è fatto la 398... Avrebbe dovuto dire che “non siamo riusciti a fare” perché è interesse comune che quell’opera venga fatta, e chi dice queste cose ha una visione miope e sbagliata. Altro che accuse! Ci dovrebbero ringraziare e a questi signori io direi che forse sono loro i maggiori responsabili delle carenze, perché non hanno mai fatto niente e non li ho mai visti a un tavolo a discutere di 398 o altro. Come si fa a non capire che è un interesse comune? Ovunque sono stato per lavoro nel mondo, isole e continente lavorano insieme, perché così si fa».
Frasi pesanti contro di lei, e perché invece le carenze delle navi passano sotto silenzio?
«Non so, chiedetelo a loro. Certo è che io ogni settimana devo informarmi per sapere quale nave è stata dirottata altrove per organizzare i fine settimana degli assalti al porto, dove i turisti spesso non trovano la nave che si aspettano. Si pensa alla 398?Comincino ad aprire gli occhi anche su altro, come i traghetti appunto». —
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