Gioco
Si rivolge al figlio del titolare «Negro, torna a casa»
Il padre su Facebook: «Non posso tollerare un maleducato del genere» Il suo post in poco tempo diventa virale, tanti i messaggi di solidarietà
PIOMBINO. Non era logico pensare che Piombino restasse al riparo dal vento ignorante di razzismo e xenofobia che ammorba ormai tutto il Paese. E difatti anche la nostra città sta collezionando episodi di questo tipo, segnali di intolleranza da non sottovalutare.
L’ultimo è quello denunciato con un post su Facebook da Massimo Giorgi, conosciutissimo titolare dell’omonimo negozio di vernici.
«Non scrivo mai di cose personali ma non posso tollerare che un maleducato entri da noi dicendo al ragazzo (mio figlio) al banco “negro torna a casa”». Questo aveva scritto Giorgi sabato pomeriggio e in poco tempo quel post è diventato virale.
Moltissime persone si sono indignate e non solo perché conoscono Yob, il figlio di Massimo, ma proprio per l’infamia di una frase del genere. Senza considerare la stupidità di chi l’ha pronunciata, visto che Yob a casa sua c’è già.
Sul post da giorni stanno intervenendo in molti per dare solidarietà al ragazzo, alla famiglia, e anche per esprimere il proprio sdegno.
Anche la segreteria dell’unione comunale del Partito democratico in una nota «intende esprimere piena solidarietà alla famiglia Giorgi per quanto accaduto all’interno del negozio. Un atto che consideriamo figlio di un clima di crescente intolleranza alimentata da una politica urlata e sgangherata che punta soltanto all’acquisizione di consenso ma non offre soluzioni concrete e praticabili. Il risultato è di tutta evidenza ed è gravemente preoccupante poiché, come spesso accade, quando certi atteggiamenti vengono incoraggiati e poi replicati dal basso accade che chi non possiede un minimo di capacità di discernimento butta tutto nel solito becero e squallido calderone senza rendersi conto, nel caso specifico, che il ragazzo è un piombinese».
«Rammentiamo a noi stessi - prosegue la nota dell’unione comunale Pd - che esprimere idee od opinioni alle cui basi vi siano convinzioni xenofobe non costituisce, di norma, reato. Tuttavia, se l’esternazione di ideali razzisti avviene pubblicamente (o in luogo aperto al pubblico) e assume i connotati della propaganda, tale condotta integra reato punibile con la reclusione fino a un anno e sei mesi».
«La segreteria comunale Pd di Piombino - conclude la nota- seppur impegnata nella ricerca di strumenti per arginare il fenomeno della sicurezza, sebbene l’accaduto nulla abbia a che vedere con tale fenomeno, ripudia in maniera decisa atteggiamenti di xenofobia e intolleranza rivolti verso chiunque, sia esso cittadino o di altra nazionalità». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
