Il Tirreno

il caso discarica 

Consiglio bollente Scontri e abbandoni ma passa il prestito a favore di Rimateria

Consiglio bollente Scontri e abbandoni ma passa il prestito a favore di Rimateria

Dal Comune 350 milioni, le opposizioni lasciano l’aula Alla ripresa il Pd “si vendica” e fa mancare il numero legale

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PIOMBINO. Approvata in consiglio comunale la delibera con la quale si stanziano 350mila euro a favore di Rimateria per pagare la polizza fideiussoria della società alla Regione. Il provvedimento è stato presentato in apertura del consiglio dal presidente di Rimateria Valerio Caramassi ed è stato votato solo dalle forze di maggioranza (favorevoli Pd e Spirito Libero, astenuto “Sinistra per Piombino”), mentre le forze di opposizione (Ascolta Piombino, M5S, Rifondazione Comunista, Un’altra Piombino, Ferrari sindaco Forza Italia), come annunciato durante la discussione, sono uscite dall’aula al momento del voto in segno di protesta.

Le risorse stanziate dall’amministrazione comunale, come ha spiegato Caramassi nella sua presentazione, serviranno a coprire costi futuri di gestione e post gestione della discarica di Ischia di Crociano, la sua messa in sicurezza in caso di chiusura. La somma finirà nelle casse di Finworld spa, intermediario finanziario accreditato da Banca d’Italia, che rilascerà la polizza e l’intera somma dovrà essere rimborsata entro il 31 dicembre prossimo. Alla base della decisione il rischio che le difficoltà finanziarie, se non prontamente affrontate, potrebbero comportare l’impossibilità di contrarre la polizza e quindi potrebbero portare alla sospensione dell’Autorizzazione integrata ambientale. Questo pregiudicherebbe gravemente la continuità aziendale e comporterebbe conseguenze ambientali imponderabili.

Tesa la discussione in consiglio comunale, che ha visto il compattamento delle opposizioni critiche nei confronti della gestione politica della discarica. Per le opposizioni sono elementi gravi la mancanza di trasparenza nella gestione della discarica e della politica dei rifiuti in generale, il non rispetto del piano industriale presentato a suo tempo da Rimateria che vede ora un possibile aumento incontrollato di rifiuti sul territorio attraverso i conferimenti previsti e il progetto di realizzazione di una nuova discarica di 2,5 milioni di metri cubi, la non opportunità, secondo alcuni l’illegittimità, di utilizzare fondi pubblici. Il Pd ha difeso con forza le scelte fatte dall’amministrazione .

A seguire il presidente di Rimateria, Valerio Caramassi, ha risposto alle sollecitazioni sollevate dalle minoranza con una cronistoria puntuale dei fatti e parlando delle prospettive.

Successivamente il M5s ha ribadito la propria posizione con una nota in cui esprime il proprio dissenso al potenziamento della discarica che i cittadini non vogliono e destinata «a trattare rifiuti speciali che arrivano dall’intero Paese».

Nel pomeriggio alcuni consiglieri del Pd hanno fatto mancare il numero legale e il consiglio si è interrotto. Un po’ una risposta all’abbandono delle minoranze al mattino e nella seduta precedente del consiglio. —

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di Redazione web