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Jsw-Cevital, la firma slitta alla prossima settimana

Cristiano Lozito
Jsw-Cevital, la firma slitta alla prossima settimana

Jindal intanto pensa al rapido riavvio dei treni: in arrivo la gara per le rotaie di Rfi. E il sindacato attende il primo confronto col Governo sugli ammortizzatori

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Slitterà di alcuni giorni la firma del contratto con cui Sajjan Jindal acquisirà definitivamente le acciaierie di Piombino da Issad Rebrab. Fonti qualificate spostano l’incontro decisivo tra Jsw e Cevital alla prossima settimana, prevedibilmente tra martedì 24 e giovedì 26. Non ci sarebbero motivi significativi alla base dello slittamento, ma solo il problema di incrociare i rispettivi impegni e trovare una data condivisa.

Jindal ha l’obiettivo di avviare al più presto gli interventi di manutenzione da effettuare nei laminatoi (ma tecnici indiani hanno già compiuto di recente numerose visite in stabilimento), in modo da far ripartire i treni nel più breve tempo possibile.

Alle porte infatti c’è una gara di Rfi per le rotaie, primo appuntamento della nuova proprietà sul mercato europeo. Se Jindal firmerà la prossima settimana per l’acquisizione definitiva della ex Lucchini, è probabile che contestualmente o al massimo pochi giorni dopo si arrivi anche a sottoscrivere l’intesa – di fatto già raggiunta – sul nuovo Accordo di programma.

Il completamento del Piano industriale, le cui linee guida sono state presentate lo scorso 3 maggio, è previsto nel 2025.

Da qui le preoccupazioni del sindacato, che ancora non ha ottenuto un confronto col nuovo Governo sulle le questioni legate alla necessità di un nuovo e lungo piano di ammortizzatori sociali (gli attuali hanno scadenze ravvicinate), senza considerare che anche col progetto a regime, e nonostante i pensionamenti, alla fine mancherebbero fra 300 e 450 posti.

Il Piano Jindal prevede due fasi. La prima arriva al 2020, e prevede per quest’anno – con la riassunzione di tutti i 2000 dipendenti, per i quali è prevista la cassa integrazione – la ripartenza dei tre laminatoi con un investimento di 20 milioni e l’impiego di 435 lavoratori. Poi nel 2019 il via alle demolizioni e allo studio di fattibilità della nuova acciaieria elettrica, impiegando 635 dipendenti, che diventeranno 705 nel 2020.

Da qui parte la seconda fase, quella degli investimenti annunciati tra 850 milioni e un miliardo e 50 milioni, per realizzare due forni elettrici da alimentare col preridotto, producendo anche coils e realizzando un laminatoio dedicato ai “piani” fino all’inserimento di un altro gruppo di lavoratori compreso tra 650 e 800, che portano il totale a 1350-1500. L’obiettivo finale, con l’avvio della produzione di coils, è di arrivare a tre milioni di tonnellate annue, di cui appunto 2milioni e 400mila tonnellate di coils.

L’Accordo di programma prevede che le attuali concessioni portuali di Aferpi abbiano durata trentennale, a condizione che l’azienda metta in atto la seconda parte del Piano. Jsw guarda anche ad altre aree, su cui avrà un diritto di opzione da esercitare entro 24 mesi, ma che non gli garantirà l’esclusiva se nei due anni arrivassero all’Autorità portuale altre proposte sulla logistica. —




 

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