Il dolore
Camping cig ricevuto al Mise per discutere della ex Lucchini
L’associazione accolta dal viceministro Galli, finora nessuno c’era riuscito «Bene sugli impegni imposti a Jsw, ma grave che non ci facciano vedere le carte»
PIOMBINO. Finora nessuno, né istituzioni locali né sindacati, era riuscito a parlare col Governo delle questioni che girano intorno al futuro della ex Lucchini.
L’impresa è riuscita a Camping cig, con alcuni dei suoi esponenti che sono stati ricevuti al Mise dal viceministro leghista Dario Galli, «in seguito a una specifica richiesta – spiega l’associazione». Presente anche il senatore Gregorio De Falco, 5 Stelle eletto nella circoscrizione, «che si è adoperato per facilitare la realizzazione dell’incontro e che ha dato un contributo costruttivo alla discussione».
Camping cig valuta l’incontro «un segnale positivo di disponibilità democratica all’ascolto dei lavoratori da parte del nuovo esecutivo e come un riconoscimento del ruolo socio-politico svolto dal Coordinamento in questi ultimi anni». Secondo l’associazione «gli interlocutori hanno dimostrato di essere bene informati sulle recenti vicende della siderurgia piombinese, nonché di essere in buona misura condizionati dagli accordi già raggiunti tra le varie parti sotto il governo uscente».
I giudizi sulle riposte ottenute sono in chiaroscuro. Camping cig valuta positivamente il fatto che «il viceministro ha confermato che entro 18 mesi deve essere realizzata la progettazione del forno elettrico e deve esserne avviata materialmente la costruzione. Se ciò non avvenisse – sostiene l’associazione – il ministero avvierebbe le procedure per riacquisire lo stabilimento sotto la gestione dello Stato. In ogni caso Camping cig sarà invitato al Mise per una valutazione della situazione allo scadere dei 18 mesi».
Camping cig è poi soddisfatto che «agevolazioni pubbliche, concessioni e incentivi saranno condizionate temporalmente alla effettiva realizzazione di quanto prospettato negli accordi», e del prolungamento della sorveglianza, «col viceministro che ha assicurato una sorveglianza pubblica ben più rigorosa che in passato».
Se su bonifiche, indotto, ammortizzatori sociali «non c’è stato lo spazio per i necessari approfondimenti», Camping cig si mostra deluso da altre risposte: secondo quanto riferisce l’associazione, Galli «ha negato la possibilità di introdurre nell’Accordo di programma precise penali in caso di inadempienza di Jsw, in contraddizione con l’affermazione di voler esercitare un controllo pubblico rigoroso».
«Esplicitamente respinta » poi la richiesta di avere «documenti definitivi del Piano industriale e dell’Accordo di programma, prima della firma conclusiva dell’Adp». Camping cig ritiene «grave e sorprendente che ci si allinei al precedente esecutivo nel ritenere che la collettività debba subire pesanti condizionamenti della sua evoluzione socio-economica per decenni, senza avere la possibilità di esaminare i testi integrali e definitivi di quei documenti. Ci sembra una grave lesione della sovranità popolare – è la conclusione – La città deve vedere le carte e giudicare sugli atti sottoscritti, non sulle parole». —
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