Gioco
Fanghi a galla, bagno impossibile I turisti furiosi per il ripascimento
Inviata una lettera di protesta al sindaco di Marciana «Questo è un danno ambientale, punire i responsabili»
MARCIANA. I responsabili di quanto è accaduto sulla spiaggia di Sant’Andrea, dopo il ripascimento dell’arenile, dovranno essere perseguiti. Lo scrivono, in una lettera indirizzata al sindaco, alcuni turisti abituali di questa frazione di Marciana.
I turisti spiegano di trovarsi in mare «una schiuma limacciosa e maleodorante, fanghi ancora in superficie che rendono in pratica poco appetibile la spiaggia per farci un bagno».
E tutto questo accade nel periodo di alta stagionalità. Perché il Comune ha deciso proprio ora di procedere al ripristino dell’arenile? Una domanda che attende risposta. E i turisti, esasperati per lo stato delle cose, hanno preso carta e penna e hanno scritto sia al sindaco di Marciana che alle autorità competenti perché queste ultime intervengano al più presto e puniscano i diretti responsabili del danno ambientale. I quali sono, a parer loro, gli stessi amministratori comunali, la ditta appaltatrice che ha eseguito l’intervento e il direttore dei lavori.
Nella lettera, i turisti concludono preannunciando di riservarsi la possibilità di «adire le azioni legali nel caso di mancato riscontro».
Ieri anche Legambiente arcipelago toscano è ritornata sul problema. E ha pure rincarato la dose. «Il fondale marino - puntualizza il Cigno Verde - è cosparso di posidonie morte. I bagnanti non sono stati avvertiti del pericolo per la loro salute. Molti bambini giocano con i genitori ignari delle conseguenze. Il Comune non ha provveduto ad alcun avviso per la popolazione né ha affisso i risultati delle indagini da noi richieste».
Un danno che era largamente prevedibile e che era già stato preannunciato. Di fatti ai primi di luglio, lo stesso gruppo di turisti aveva scritto al municipio una lettera in cui si leggeva di aver appreso che l’amministrazione aveva commissionato lavori di ripascimento dell’arenile di Sant'Andrea nel periodo dal 3 al 10 luglio. «I lavori – aggiungevano i firmatari - impediranno di fatto l’utilizzo della spiaggia e dell’adiacente specchio di mare, in condizioni di sicurezza nel rispetto delle leggi sulla sicurezza e sulla salute pubblica, per tutta la durata dei lavori e per tutto il periodo di stabilizzazione dei sedimenti che durerà settimane».
Di più. I turisti aggiungevano che molteplici studi di biologia marina avevano evidenziato che la movimentazione dei sedimenti di fondale provoca una dispersione incontrollata di batteri e sostanze nocive in essi contenuti, con serio danno per la salute pubblica e per il patrimonio ambientale, in particolare la prateria di posidonia, specie protetta. Da qui la richiesta di sospendere l’intervento. Voce restata inascoltata. Il Comune ha dato l’ok ai lavori di rifacimento dell’arenile di Sant’Andrea contravvenendo ogni norma di legge sia sulla sicurezza sia sulla tutela dell’ambiente. —
LUIGI CIGNONI.
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