Vecchie glorie nerazzurre regalano tante emozioni e rendono omaggio al glorioso “Magona”
PIOMBINO Abbracci e gol, sorrisi e parate. E poi foto, molte, e una festa che ha portato al Magona tanta gente. Tifosi del Piombino, vecchi e nuovi giocatori, appassionati del pallone e non solo.È...
PIOMBINO
Abbracci e gol, sorrisi e parate. E poi foto, molte, e una festa che ha portato al Magona tanta gente. Tifosi del Piombino, vecchi e nuovi giocatori, appassionati del pallone e non solo.
È stata un successo l’operazione Magona, andata in scena ieri sera nel glorioso impianto nerazzurro, con la partita delle “Vecchie glorie”, giocatori più o meno giovani che hanno indossato la maglia del Piombino e che in questo stadio hanno inseguito un pallone e un sogno.
Ieri si sono ritrovati lì, in quel Magona che nel tempo ha perso lo smalto e il volto pulito e vincente di un calcio memorabile che in passato è riuscito a parlare di serie B e di campioni come se ne vedono pochi oggi. Quel Magona che il comitato #Stadioxtutti sta cercando di riportare alla luce, fra un taglio d’erba e una mano di vernice, fra idee ed entusiasmo. Un entusiasmo che contagia, e lo si è visto, e sentito, ieri sera. In campo e fuori.
La festa è iniziata nell’area esterna al rettangolo di gioco, con i volontari impegnati fin dal primo pomeriggio a preparare e allestire gli stand gastronomici con panini e bibite, pane e acciughe e zonzelle, frati e patatine. Poi c’era la musica, con le canzoni “suonate” da dj Carlino, cappellino, cuffie e testa bassa sui dischi.
E la partita delle vecchie glorie. Maglie gialle da una parte, blu dall’altra. Una trentina di giocatori a testa, alcuni troppo “grandi” per scendere in campo, e allora arruolati come allenatori. Altri, più o meno giovani, non si sono tirati indietro, giocando soltanto un paio di minuti, o mezz’ora o più.
A dirigere la gara, in classica giacchetta nera d’epoca, Giuliano Lavagnini, mentre a bordo campo Stefano Tamburini faceva lo speaker di un match chiuso sul pareggio. Granucci ha aperto le danze per i blu, Mirko Grilli e Iacopo Rocchiccioli hanno momentaneamente ribaltato il risultato, fino alle reti di Simone Pierozzi (su rigore), Protti e, allo scadere, Braccagni, per il definitivo 3-3.
Un risultato che fa contenti tutti, ma tutti lo sarebbero stati anche fosse finita in modo diverso. Perché quella di ieri era una festa. Una rimpatriata fra amici che sono venuti a salutare il caro vecchio Magona. C’era il capitano Luciano Bianchi, che non ha giocato ma non si è perso un minuto di gara; nerazzurri grandi e altri quasi piccini, mentre piccini davvero lo erano i bimbi del 2008 e 2009 del Piombino che hanno accompagnato in campo le vecchie glorie prima del fischio d’inizio. C'era anche Igor Protti che ha fatto pure gol, mentre a bordo campo, oltre alle famiglie di nerazzurri indimenticabili (Picchi, Villani e Toffolutti) c’era anche Agroppi. Aldo, vogliamo dire. Il figlio Nilio, invece, era a correre e giocare per i blu. «Complimenti a chi ha organizzato – le parole di Aldo – È un’iniziativa bellissima. Non era facile mettere insieme questi ragazzi. Qualcuno si fa fatica a riconoscere (sorride ndr) ma il significato di tutto questo è grande: affetto e sensibilità nei confronti del Magona dove tutti noi abbiamo giocato e al quale siamo legati da tanti ricordi». —
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