Il Tirreno

Accordo di programma, trovata l’intesa: la firma dopo l’acquisto di Jsw

Cristiano Lozito
Accordo di programma, trovata l’intesa: la firma dopo l’acquisto di Jsw

Incentivi pubblici e concessioni solo con la realizzazione del forno elettrico. Anselmi: ora si può davvero ripartire

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PIOMBINO. Approvato ieri al Mise da istituzioni e Jsw lo schema di intesa sull’Accordo di programma, che sarà siglato dopo la firma definitiva del passaggio delle quote di Aferpi da Cevital a Jindal, prevista tra il 16 e il 20 di questo mese. L’intesa è arrivata al termine di due riunioni, una con la partecipazione del presidente della commissione sviluppo della Regione, Gianni Anselmi, del Comune col vicesindaco Stefano Ferrini, Agenzia del Demanio, funzionari del Mise e del ministero dell’Ambiente, Autorità portuale, Invitalia, Jsw, e l’altra con i sindacati. Ora lo schema di accordo verrà firmato dalla nuova Aferpi subito dopo il perfezionamento dell’acquisto da parte di Jsw.

Nell’accordo ci sono 33 milioni di euro da parte del Mise, 30 della Regione sull’innovazione tecnologica, più le risorse per ricerca e sviluppo e per la formazione sulla base dei progetti che saranno presentati da Jindal. Risorse legate alla seconda fase del piano di Jsw e quindi alla realizzazione del forno elettrico. Se gli impianti per la produzione di acciaio non verranno realizzati, le risorse non saranno erogate.

Stesso concetto per le concessioni demaniali portuali, previste per un tempo massimo di 30 anni e determinate in base al piano industriale di Jindal ma condizionare anche in questo caso alla messa in atto della seconda fase del piano. Altre possibili aree da dare in concessione saranno sottoposte al diritto di opzione da esercitare entro 24 mesi, in ogni caso con una procedura di evidenza pubblica. «Si tratta di un elemento importante – commenta Ferrini – che dimostra come non venga regalato niente». Per quanto riguarda l’occupazione, c’è l’impegno a mantenere tutti i dipendenti ricercando ammortizzatori per il miglior trattamento possibile. Tutto questo implica la necessità di un confronto col ministero del Lavoro, ancora assente al tavolo.

«Passo dopo passo cerchiamo di assicurare una prospettiva nuova al territorio – ha commentato Anselmi – Confido che ora si passi al closing definitivo fra i privati per ripartire davvero. Senza un interlocutore industriale serio non solo non si modernizza la produzione, non si rimette al lavoro anche l’indotto, non si riattivano i traffici portuali; non si fanno nemmeno le bonifiche, gli smantellamenti, non si aprono spazi per nuovi insediamenti produttivi».

Fim, Fiom, Uilm e Uglm hanno ribadito al termine «l’esigenza prioritaria della presentazione di un piano industriale definitivo per effettuare tutte le valutazioni e monitorarlo con un cronoprogramma. Il Ministero ci ha assicurato che il piano industriale ci verrà fornito in allegato all’Adp. L’altra priorità è la copertura dell’intero periodo di realizzazione del piano con opportuni ammortizzatori sociali. Consideriamo grave, per l’ennesima volta, l’assenza del ministero del Lavoro. Le preoccupazioni permangono ma riteniamo che siano stati fatti ulteriori importanti passi avanti». –

 

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