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Troppi affitti non regolari È lotta ai furbetti dell’estate

Giorgio Piglia
Troppi affitti non regolari È lotta ai furbetti dell’estate

Dai garage trasformati in camere da letto alle presenze e agli arrivi non segnalati Dopo gli avvisi, Comune e carabinieri sono passati alle verifiche sul campo 

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Agli annunci bonari ora seguono le verifiche sul campo. Sotto la lente del Comune sono le attività, che a vario titolo alimentano il volano economico del turismo: in particolare si vanno a controllare le abitazioni che, secondo segnalazioni arrivate in municipio, presenterebbero difformità rispetto alle norme urbanistiche e tuttavia verrebbero utilizzate per ospitare turisti.

«Se uno ha trasformato il garage in camera da letto – dicono in municipio – non va bene, se poi ospita persone estranee è anche peggio. L’ospitalità richiede servizi adeguati e rispetto delle norme igienico-sanitarie».

L’attivismo dell’amministrazione sul far della “stagione” non è dovuto a un improvviso scatto legalitario, ma la conseguenza di una indagine Ricci-Confesercenti, di cui abbiamo ampiamente riferito su queste pagine, che ha rivelato un sorprendente squilibrio nell’accoglienza turistica locale, tra strutture regolari e non, 15 contro 87. Troppa sproporzione, logico andare a vedere oltre i numeri per capirne di più, e valutare sul campo gli opportuni interventi correttivi.

Primo passo: gli inviti bonari a mettersi in regola. Poi l’azione.

Punto uno: nell’ufficio del sindaco, Carlo Giannoni e il maresciallo Massimo Illiano, comandante della stazione carabinieri, hanno messo sul tavolo le rispettive informazioni e deciso di procedere secondo i propri ambiti di competenza.

Punto due: l’invio in Regione di una rappresentanza comunale per acquisire dal “Tavolo tecnico del Suap” l’interpretazione autentica in materia di locazioni turistiche (affitti brevi) dopo le variazioni del maggio scorso al Testo unico del sistema turistico regionale.

Definito il quadro in tutti i suoi aspetti, ora si può procede. Da una parte i carabinieri i quali, per la verità, come ha dichiarato in una recente intervista il comandante della compagnia capitano Ezio Mazza, non hanno mai smesso di effettuare i controlli di loro competenza, segnalando eventuali irregolarità agli uffici comunali.

Concentrati principalmente sull’obbligo di chiunque eserciti accoglienza turistica di segnalare alla questura le persone accolte nelle proprie strutture. E portando alla luce situazioni a dir poco “disinvolte”.

Dall’altra il Comune che in prima battuta si preoccupa di informare i cittadini su ciò che va fatto per essere in regola e poi procede (a campione) con le verifiche sul rispetto o meno delle norme urbanistiche nelle strutture che danno ospitalità.

Il discrimine di fondo è il seguente: 1) le locazioni turistiche (affitti non superiori a 30 giorni) non hanno l’obbligo di segnalare l’attività al Comune, l’obbligo di comunicazione sarà previsto solo in un prossimo futuro quando la giunta regionale avrà approvato lo schema e i termini della comunicazione; 2) gli affittacamere anche non professionali e i bed&breakfast devono informare il Comune con una “scia”.

Questi ultimi inoltre sono tenuti a segnalare alla Provincia arrivi e presenze ai fini statistici, tutti a comunicare alla questura l’identità delle persone accolte, oltre ad assolvere gli obblighi fiscali.

Con questi chiarimenti l’amministrazione ritiene che una buona percentuale degli 87 presunti “abusivi” siano invece nei confini della legge.

Restano alcune “anomalie”. Una per tutte: le locazioni turistiche sono esenti dalla Tari, ma gli ospiti producono rifiuti domestici, il totale della raccolta cresce e quindi anche la tassa che per legge viene ripartita sui cittadini. —

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