Il Tirreno

crisi industriale 

Accordo di programma, si punta a chiudere giovedì

Accordo di programma, si punta a chiudere giovedì

Convocati al ministero la Regione, il Comune e le organizzazioni sindacali. Oggi si riunisce di nuovo il Comitato esecutivo per la stesura finale

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Doppio appuntamento al Mise sulla questione Jindal. Oggi si riunirà il tavolo tecnico con l’azienda e la Regione, necessario per la messa a punto finale dell’accordo di programma. Giovedì nuovo incontro, esteso al sindaco Massimo Giuliani e alle organizzazioni sindacali. «Per un aggiornamento”, sta scritto nella convocazione del Comitato esecutivo siglata dal responsabile dell’Unità ministeriale che gestisce le vertenze di imprese in crisi, Giampietro Castano.

Ambienti sindacali parlano di stretta finale, almeno sull’Accordo di programma. L’auspicio è che subito dopo la firma, possa essere chiusa definitivamente l’operazione del passaggio di proprietà tra Cevital di Issad Rebrab e il gruppo indiano.

Non è stato ancora deciso se al rientro da Roma ci saranno le condizioni per indire subito un’assemblea con i lavoratori. L’inizio della riunione, le 16,30, rende l’idea poco praticabile anche se una decisione in merito non è stata ancora presa. Più probabilmemnte il confronto passerà ai giorni successivi.

Gli slittamenti. La riunione odierna al Mise era stata rinviata un paio di volte. Rinvii dovuti alle richieste di Jindal e alla sua necessità di esaminare nel dettaglio gli atti prodotti dai vari soggetti istituzionali durante la costruzione dell’accordo.

L’occupazione. Accordo in cui saranno previste clausole di tutela dell’occupazione. Ed è questo uno dei punti centrali: l’impegno chiaro delle istituzioni e di Jsw sul mantenimento del lavoro per tutti i dipendenti ex Lucchini alla fine del percorso di investimenti.

La bozza in circolazione nei giorni scorsi non convinceva i sindacati perchè legava l’elemento occupazionale «alle esigenze del progetto» anche se successivamente la Regione aveva usato toni rassicuranti.

Tra gli altri elementi in ballo, i costi di smaltimento del materiale smantellato per lasciare spazio ai nuovi investimenti. Sempre in fatto di ambiente, c’è l’individuazione di Rimateria come partner, sollecitata dalla Regione.

Un nuovo colosso. Mentre in Europa nasce il colosso dell’acciaio tra la tedesca Thyssen Krupp e l’indiana Tata, le agenzie riferisocno che Jsw Steel sta intensificando gli investimenti e aumentando la capacità produttiva in tutto il mondo per legarlo ad una domanda in crescita. World Steel Association prevede che la domanda mondiale di acciaio crescerà dell'1,8% quest'anno e dello 0,7% l'anno prossimo, mentre la domanda in India, il terzo consumatore mondiale di acciaio, crescerà del 5,5% nel 2018.

Oltre a consolidare la sua leadership nel mercato interno, Jsw ha annunciato investimenti in Texas e nell’Ohio. È anche dato come tra i gruppi in lizza per lo stabilimento Galati di ArcelorMittal in Romania.

Per alcuni analisi Jsw non avrebbe da temere per le rigide misure commerciali annunciate da Trump. —

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze